Teoria e tecnica psicoanalitica in Jose’ Bleger

“Simbiosi e Ambiguità”, testo di Bleger pubblicato nel 1967, è un’opera che esplora in profondità la psicologia del legame umano; si concentra su concetti come simbiosi e ambiguità, rielaborandoli in chiave psicoanalitica e arricchendoli con intuizioni derivanti dalle sue esperienze con la psicopatologia e la psichiatria sociale.

Bleger definisce la simbiosi come una condizione di fusione psicologica primitiva, caratterizzata dall’indifferenziazione tra il Sé e l’Altro. Questa fase è tipica delle prime esperienze infantili e viene vissuta come uno stato in cui non esiste ancora una distinzione chiara tra il soggetto e l’ambiente circostante. Bleger sottolinea come la simbiosi non sia limitata all’infanzia, ma possa riemergere in certe condizioni di regressione patologica, soprattutto nei disturbi psicotici.

La simbiosi, secondo Bleger, può assumere aspetti sia positivi che negativi. Da un lato, è necessaria per la formazione dei primi legami affettivi e per lo sviluppo del sé; dall’altro, un’incapacità di superarla può impedire l’individuazione e portare a dipendenze patologiche o a dinamiche relazionali distruttive. La difficoltà nel separarsi dalla simbiosi può essere causa di angoscia e problemi psicologici, poiché l’individuo teme la perdita del sostegno vitale che trova nell’Altro.

Secondo Bleger l’essere umano si differenzia a partire da uno stadio primitivo di indifferenziazione. All’interno di questa indifferenziazione iniziale, denominata “nucleo agglutinato”, che persisterà per tutta la vita come parte psicotica della personalità, non esiste né discriminazione degli oggetti tra loro né in rapporto all’Io. Sulla base di descrizioni cliniche molto affascinanti del transfert psicotico egli formula l’ipotesi di una posizione molto precoce, precedente alla posizione kleiniana schizo-paranoide, che l’autore chiama glischro-carica.

L’angoscia tipica della posizione glischro-carica è l’angoscia confusionale, catastrofica in ragione della sua intensità e della sua massività. I meccanismi di difesa tipici sono il clivaggio, la frammentazione e l’immobilizzazione.

Il secondo concetto centrale dell’opera è l’ambiguità, che Bleger analizza come una condizione esistenziale che pervade sia la vita individuale che quella sociale. L’ambiguità riflette la complessità e la contraddittorietà dell’esperienza umana, che si manifesta nei rapporti interpersonali, nelle dinamiche inconsce e nelle istituzioni sociali.

Bleger considera l’ambiguità non solo come una caratteristica della simbiosi, ma anche come una difesa psicologica contro l’angoscia della separazione e della differenziazione. L’individuo che non riesce a tollerare l’angoscia derivante dalla separazione tende a rifugiarsi in uno stato di ambiguità, dove tutto è confuso e indifferenziato, perché in questo modo evita di confrontarsi con il dolore della perdita o dell’indipendenza.

Per Bleger, la crescita psichica sana implica la progressiva risoluzione dello stato simbiotico e dell’ambiguità, attraverso un processo di individuazione e di differenziazione. Questo processo richiede la capacità di tollerare l’angoscia della separazione e la costruzione di confini psichici più chiari e definiti.

Il concetto di simbiosi e ambiguità di José Bleger fornisce una chiave di lettura preziosa per comprendere le dinamiche di dipendenza e confusione nei pazienti con gravi disturbi psichiatrici, così come in certe situazioni istituzionali. La capacità di distinguersi dall’altro e di tollerare l’angoscia della separazione è un passaggio fondamentale nello sviluppo psichico e nel processo terapeutico. Tuttavia, quando queste dinamiche non vengono risolte, si creano condizioni di simbiosi patologica e ambiguità che possono compromettere gravemente la crescita personale e la relazione terapeutica.

Il lavoro di Bleger ha importanti implicazioni per il trattamento psicoanalitico e psicoterapeutico, soprattutto in relazione ai pazienti con gravi patologie psichiatriche. La comprensione delle dinamiche simbiotiche e dell’ambiguità permette al terapeuta di riconoscere come queste influenzano la relazione terapeutica e il percorso di cura.

Bibliografia:

 Bleger J., (1967), Traduzione italiana Simbiosi e ambiguità. Studio psicoanalitico, Armando Editore, Roma, 2010.