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	<title>ricerca per &quot;ossessioni&quot;</title>
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	<description>Dott. Roberto Karra: Psicologo e Psicoterapeuta a Palermo</description>
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		<title>Disturbo Ossessivo Compulsivo</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Sep 2014 16:19:22 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.robertokarra.it/psicologo-psicoterapeuta/wp-content/uploads/2014/09/disturbo-ossessivo-compulsivo.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft wp-image-705 size-medium" title="Il disturbo ossessivo compulsivo" src="http://www.robertokarra.it/psicologo-psicoterapeuta/wp-content/uploads/2014/09/disturbo-ossessivo-compulsivo-300x284.jpg" alt="Il disturbo ossessivo compulsivo è una forma di disagio psichico fortemente invalidante" width="300" height="284" srcset="https://www.robertokarra.it/psicologo-psicoterapeuta/wp-content/uploads/2014/09/disturbo-ossessivo-compulsivo-300x284.jpg 300w, https://www.robertokarra.it/psicologo-psicoterapeuta/wp-content/uploads/2014/09/disturbo-ossessivo-compulsivo.jpg 700w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Il disturbo ossessivo compulsivo (in italiano DOC) è una forma di disagio psichico che si caratterizza per essere fortemente invalidante, entrando nella vita delle persone con singolare invadenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Il disturbo ossessivo compulsivo è caratterizzato dalla presenza di:</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8211; Ossessioni: pensieri o impulsi che vengono vissuti dal paziente come impossibili da scacciare o controllare.</strong> L&#8217;ossessione più frequente è senza dubbio la <strong>paura della contaminazione</strong>: il timore di essere contaminati dal contatto con altre persone, oppure il timore di essere infetto e poter contaminare l&#8217;altro con il proprio tocco o la propria presenza. Spesso tale preoccupazione si estende dalla propria persona ai propri beni, trasfomandosi spesso nel timore che la propria casa venga contaminata da estranei.<br />
Un&#8217;altra ossessione molto frequente è la <strong>comparsa di incontrollabili pensieri sessuali o aggressivi</strong>: pensieri relativi a <strong>pratiche sessuali percepite come illecite o sporche</strong> (perché non convenzionali o perché riguardano persone con le quali l&#8217;atto sessuale sarebbe moralmente inaccettabile); oppure <strong>pensieri di aggressione e violenza sull&#8217;altro</strong>, spesso una persona amata. Questa tipologia di ossessioni è percepita come particolarmente straziante dai pazienti, poiché, nonostante si tratti di pensieri improvvisi e incontrollabili, il paziente ossessivo li riconosce come appartenenti a se stesso (diversamente dai pazienti psicotici), e se ne colpevolizza, sentendosi malvagio e indegno.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8211; Compulsioni: si tratta dei comportamenti ripetitivi che il paziente si sente obbligato a mettere in atto per contenere il potenziale distruttivo delle ossessioni.</strong><br />
Le compulsioni possono assumere la forma di <strong>comportamenti semplici e stereotipati</strong>, messi in atto sotto la forza di un impulso incontenibile (ad esempio il bisogno di lavarsi le mani), oppure presentarsi come <strong>elaborati rituali con una precisa struttura formale</strong> (sequenze di azioni da compiere sempre nello stesso ordine, senza errori, per scongiurare il verificarsi di eventi catastrofici), che hanno la funzione di prevenire la sciagura e la catastrofe originata dai pensieri malvagi (le ossessioni). Le compulsioni, con il loro carattere di obbligatorietà e sgradevolezza, assumono sovente il valore di vere e proprie penitenze, attraverso le quali il paziente ossessivo si punisce e si limita.</p>
<p style="text-align: justify;">Una analisi della complessa relazione esistente tra ossessioni e compulsioni, ove le seconde devono obbligatoriamente essere messe in atto per annullare i tremendi effetti delle prime, ci porta a trarre una prima conclusione: a causa della natura invalidante del disturbo ossessivo compulsivo, <strong>il paziente non può più fidarsi di se stesso.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Tale constatazione rende perfettamente ragione di un&#8217;altra caratteristica del paziente ossessivo: <strong>il dubbio, la ricerca costante ed infruttuosa di certezze che permettano di prendere una decisione.</strong> Il paziente ossessivo non può decidere, non può agire, perché teme che ogni sua decisione sia, in fondo, egoistica e malvagia. Per questo motivo, ricerca le proprie certezze all&#8217;esterno, chiedendo costantemente conferma di essere nel giusto (conferma che, ovviamente, non è quasi mai sufficiente).</p>
<p style="text-align: justify;">In conclusione, il disturbo ossessivo compulsivo rischia di essere <strong>una delle patologie più mortificanti per lo sviluppo personale</strong>, poiché inibisce la libera espressione della personalità in due modi:</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; imprigionando la routine quotidiana del paziente in una ragnatela di ossessioni e compulsioni che implicano <strong>un grande consumo di tempo ed energie.</strong><br />
&#8211; insinuando <strong>il dubbio e l&#8217;angoscia in ogni singola azione o decisione,</strong> rendendola faticosa e talora impossibile.</p>
<p style="text-align: justify;">La natura del disturbo ossessivo compulsivo è tale da colpire in maniera più potente proprio quelle aree che il paziente considera vitali per la propria realizzazione: si tratti del lavoro, della vita sentimentale e sessuale, dei rapporti sociali, il DOC sottrae alla persona proprio ciò che costituisce il proprio nutrimento emotivo essenziale.<br />
Il paziente vive le proprie giornate oscillando tra il senso di mortificazione, dovuto all&#8217;estremo <strong>impoverimento della propria vita</strong> e al peso delle rinunce cui è obbligato, e i profondi sentimenti di colpa ed angoscia che lo assalgono quando <strong>teme di aver danneggiato o poter danneggiare i propri cari con la violenza dei propri impulsi.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Come si cura il Disturbo Ossessivo Compulsivo?</strong> Il trattamento farmacologico si è rivelato in diversi casi efficace nel contenimento dei sintomi ossessivi.<br />
Tuttavia, il solo supporto farmacologico non consente una risoluzione definitiva dello stato di malessere. Spesso l&#8217;indebolimento della catena ossessione-compulsione, ottenuto attraverso il farmaco, lascia il soggetto in preda a sentimenti angosciosi profondi, cui non riesce a dare una spiegazione.<br />
La psicoterapia analitica si dimostra efficace nel dare un senso più profondo ai sintomi del paziente e a sostenerlo attraverso il percorso di riconquista della propria vita, soprattutto nei casi in cui la terapia ha inizio in prossimità dell&#8217;esordio sintomatico.<br />
I casi caratterizzati da cronicità, ove quindi il disturbo ossessivo compulsivo si è strutturato ed è presente da diversi anni, è consigliabile un intervento integrato, con l&#8217;affiancamento di un supporto farmacologico al percorso di psicoterapia.</p>
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