{"id":588,"date":"2014-09-17T19:06:35","date_gmt":"2014-09-17T17:06:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertokarra.it\/psicologo-psicoterapeuta\/?p=588"},"modified":"2018-04-21T17:01:53","modified_gmt":"2018-04-21T15:01:53","slug":"alessitimia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.robertokarra.it\/psicologo-psicoterapeuta\/articoli-tematici\/alessitimia\/","title":{"rendered":"L&#8217; Alessitimia"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.robertokarra.it\/psicologo-psicoterapeuta\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/magritte.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-398 size-full\" title=\"L'alessitimia\" src=\"http:\/\/www.robertokarra.it\/psicologo-psicoterapeuta\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/magritte-300x221.jpg\" alt=\"L'alessitimia rappresenta l'incapacit\u00e0 nel sapere descrivere le proprie emozioni\" width=\"325\" \/><\/a><\/p>\n<p>Si definisce alessitimia l\u2019incapacit\u00e0 di mentalizzare, percepire, riconoscere e descrivere verbalmente gli stati emotivi (i propri o quelli degli altri). E\u2019 insomma una sorta di analfabetismo emozionale. Attualmente, si parla anche di un possibile deficit della funzione riflessiva del S\u00e9.<\/p>\n<p>Il fenomeno fu studiato inizialmente in relazione ai pazienti psicosomatici da John Nemiah ePeter Sifneos, e fu coniato ufficialmente nel 1976, alla XI Conferenza Europea sulle Ricerche Psicosomatiche.<\/p>\n<p>Come spiegarono Sifneos e Nemiah, le emozioni (emotions) costituiscono la componente biologica degli affetti mentre i sentimenti (feelings) quella psicologica. La componente biologica include i comportamenti motori-espressivi e l\u2019attivazione dei sistemi autonomici e neuroendocrini (insomma, sono le reazioni del corpo), mentre la componente psicologica riguarda la consapevolezza soggettiva delle emozioni, insieme alle immagini, alle fantasie e ai pensieri a esse associati (dunque sono le emozioni avvertite e capite dalla Testa).<\/p>\n<p>Va subito chiarito che le neuroscienze hanno dimostrato che la maggior parte dell\u2019elaborazione emotiva avviene al di fuori della consapevolezza cosciente. Come afferma LeDoux (1996), \u00abSono gli stati del cervello e le risposte del corpo i fatti fondamentali di un\u2019emozione. I sentimenti coscienti sono solo decorazioni, la ciliegina sulla torta emotiva\u00bb.Questo significa che gli alessitimici provano esattamente le stesse emozioni di tutti; non sono affatto anaffettivi, freddi o senza cuore.La questione di non essere coscienti di questa emotivit\u00e0 non li rende per definizione meno emotivi.<\/p>\n<p>La vera differenza \u00e8 un\u2019altra: rendersi conto di ci\u00f2 che sta accadendo emotivamente dentro di noi ci permette di elaborare stategie per rispondere e convivere con gli affetti e i sentimenti. L\u2019alessitimico non pu\u00f2 farlo, con conseguenti problemi comportamentali.<\/p>\n<h2>Le cause<\/h2>\n<p>Si discute ancora riguardo alle cause, che secondo alcuni sarebbero neurologiche: secondo MacLean e Nemiah il tutto sarebbe dovuto a un difetto neurofisiologico che influenza la modulazione da parte del corpo striato dell\u2019input proveniente dal sistema limbico e diretto al neocortex (In parole povere: le emozioni verrebbero per sbaglio incanalate subito negli organi corporei attraverso il sistema endocrino; ci sarebbe cos\u00ec subito, ad esempio, il batticuore, o la tremarella, insomma gli effetti, senza che lo stimolo sia prima passato per \u201cla Testa\u201d che lo ha capito).<\/p>\n<p>Altri ritengono invece che le cause siano puramente psicologiche.<\/p>\n<p>Un sano rapporto con la madre \u00e8 quello che permette al bambino di sviluppare la giusta empatia (\u00e8 la madre che riconosce le emozioni del bambino, e il bambino, a sua volta, si deve far capire). In mancanza di questo, potrebbe sorgere il disturbo. Inoltre pare esserci un numero maggiore di uomini rispetto alle donne affetti da questa problematica, forse perch\u00e9 i maschi vengono \u201caddestrati\u201d sin da piccoli a non esprimere molto le proprie emozioni.<\/p>\n<p>L\u2019alessitimia pu\u00f2 insorgere anche in un periodo della vita successivo all\u2019infanzia, spesso in conseguenza di un trauma subito. Qui l\u2019emozione viene solitamente vissuta come una potente minaccia di un ritorno dell\u2019episodio traumatico stesso.<\/p>\n<p> A proposito del trauma, pu\u00f2 esistere anche un\u2019alessitimia \u201ccontingente\u201d o secondaria. E\u2019 tipico ad esempio che persone in situazioni gravi, come malattie terminali, diventino alessitimiche. In questo caso si tratta evidentemente di un meccanismo di autodifesa, una sorta di anestesia emotiva<\/p>\n<h2>Caratteristiche generali del soggetto alessitimico<\/h2>\n<p>L\u2019incapacit\u00e0 di descrivere i propri sentimenti e di interpretare quelli degli altri \u00e8 legata a tutta una serie di caratteristiche che si potrebbero ricondurre a una incapacit\u00e0 generale di introspezione:<\/p>\n<ul>\n<li>Incapacit\u00e0 di discriminare un\u2019emozione dall\u2019altra (es. amore o odio? Bisogno o insofferenza?)<\/li>\n<li>Incapacit\u00e0 di usare il linguaggio metaforico, con tendenza a sostituire il parlare con l\u2019azione fisica diretta<\/li>\n<li>Scarsa capacit\u00e0 a provare emozioni positive (gioia, felicit\u00e0, amore\u2026)<\/li>\n<li>Ridotta espressivit\u00e0 facciale<\/li>\n<li>Ridotta o inesistente capacit\u00e0 onirica e immaginativa<\/li>\n<li>Comportamenti conformisti e passivi<\/li>\n<li>Pensiero egoistico e infantile<\/li>\n<li>Pensiero orientato quasi solo all\u2019esterno, e raramente verso i propri processi endopsichici<\/li>\n<li>Tendenza ad attribuire gli eventi della sua vita a cause esterne (destino-poteri forti-nemici)<\/li>\n<\/ul>\n<p>In amore:<\/p>\n<ul>\n<li>Tendenza a stabilire relazioni di forte dipendenza o, in mancanza di queste, scelta ostinata della solitudine.<\/li>\n<li>Bisogno ossessivo di attenzioni e di cure.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Incapace di capire, l\u2019alessitimico vive l\u2019emozione solo per via somatica: ne percepisce solo gli effetti fisici (batticuore, nodo alla gola, mal di pancia) senza saperne interpretare il significato (amore, ansia, paura\u2026). Frequenti ad esempio le esplosioni di collera o di pianto incontrollato, senza apparente spiegazione e con una marcata incapacit\u00e0 di descrizione dei sentimenti prima e durante tali manifestazioni.<\/p>\n<p>Molti i disturbi collegati all\u2019alessitimia, come l\u2019impotenza (o l\u2019eiaculazione precoce), latendenza all\u2019abuso di sostanze (o, in generale, i comportamenti impulsivi: abbuffarsi di cibo, una sessualit\u00e0 \u201cperversa\u201d), l\u2019ansia, l\u2019ipertensione e la dispepsia (difficolt\u00e0 di digestione).<\/p>\n<h2>La diagnosi<\/h2>\n<p>Interessante \u00e8 il modo in cui pu\u00f2 essere diagnosticata l\u2019alessitimia. Come abbiamo detto, infatti, caratteristica degli alessitimici \u00e8 la loro mancanza di immaginazione. I test principali, cos\u00ec, si basano sull\u2019invenzione di storie:<\/p>\n<ul>\n<li>Il test TAT (inventato da Murray) prevede 31 tavole con foto, immagini, quadri dal significato ambiguo, personaggi immersi in situazioni di vita quotidiana ecc\u2026 Il paziente deve costruirci su una storia.<\/li>\n<li>Simile \u00e8 il test SAT9, in cui vengono presentati nove simboli (una spada, una cascata, un rifugio, un mostro, un qualcosa di ciclico, un personaggio, l\u2019acqua, un animale, il fuoco) e il paziente, ugualmente, deve costruire una trama.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Pi\u00f9 sono scontate le trame raccontate, pi\u00f9 \u00e8 probabile che si tratti di alessitimia.<br \/>\nCome dimostrano infatti le ultime ricerche (cfr. J. Newirth, (2003), Between Emotion and Cognition: The Generative Unconscious, Other Press, New York) \u00e8 proprio attraverso l\u2019immaginazione che noi possiamo trasformare i fatti in esperienza.<\/p>\n<p>L\u2019alessitimico, vivendo sempre attraverso il corpo e non riuscendo a \u201ctirare le somme\u201d ha un\u2019attenzione maniacale ai particolari, vive nell\u2019hic et nunc, non riesce ad essere astratto. Quando gli capita qualcosa, o quando assiste a una scena, non ha la capacit\u00e0 immaginativa adeguata a trarne un insegnamento di vita e, soprattutto, a rapportarla a se stesso. Dunque non impara mai.<\/p>\n<p>Nei casi di alessitimia, la psicoanalisi classica non funziona. Vista la loro incapacit\u00e0 di riflettere sui sentimenti o di provare empatia, gli alessitimici erano in genere considerati assolutamente \u201cnon analizzabili\u201d: non partecipano emozionalmente alla seduta, non collaborano col terapeuta, sono ripetitivi nel riproporre sempre gli stessi argomenti, mostrano di annoiarsi durante gli incontri.<\/p>\n<p>Le persone alessitimiche hanno difficolt\u00e0 a comunicare verbalmente agli altri il proprio disagio emotivo e non riescono ad usare le altre persone come fonti di conforto, di tranquillit\u00e0, di feedback, di aiuto nella regolazione dello stress. La scarsit\u00e0 della vita immaginativa, inoltre, limita la loro possibilit\u00e0 di modulare l\u2019ansia e le altre emozioni negative, attraverso i ricordi, le fantasie, i sogni ad occhi aperti, il gioco, ecc. L\u2019unica cura \u00e8 una lenta rieducazione emotiva: rendere la persona consapevole delle proprie reazioni emotive e della relazione esistente tra pensieri e stati d\u2019animo. Questo ad esempio pu\u00f2 avvenire all\u2019interno di un gruppo terapeutico ad orientamento analitico, in cui grazie al gruppo come cassa di risonanza emotiva, al rispecchiamento e all\u2019identificazione proiettiva con gli altri membri \u00e8 possibile, come detto prima, che il soggetto riesca pian piano attraverso gli altri membri del gruppo, a sentirsi attraversato a livello mentale e corporeo dalle emozioni che in quel momento pervadono l\u2019intero gruppo e possa pian piano far sua questa nuova modalit\u00e0 cognitiva ed emotiva.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si definisce alessitimia l\u2019incapacit\u00e0 di mentalizzare, percepire, riconoscere e descrivere verbalmente gli stati emotivi (i propri o quelli degli altri). <span class=\"ellipsis\">&hellip;<\/span> <span class=\"more-link-wrap\"><a href=\"https:\/\/www.robertokarra.it\/psicologo-psicoterapeuta\/articoli-tematici\/alessitimia\/\" class=\"more-link\"><span>Continue Reading &rarr;<\/span><\/a><\/span><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"om_disable_all_campaigns":false,"_uf_show_specific_survey":0,"_uf_disable_surveys":false,"footnotes":""},"categories":[7,8],"tags":[34,35,10],"class_list":["post-588","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-articoli-tematici","category-spunti-teorici","tag-alessitimia","tag-emozioni","tag-psicoterapia"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v24.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>L&#039; 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