{"id":2236,"date":"2025-08-23T07:38:45","date_gmt":"2025-08-23T05:38:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.robertokarra.it\/psicologo-psicoterapeuta\/?p=2236"},"modified":"2025-09-03T08:44:06","modified_gmt":"2025-09-03T06:44:06","slug":"psicodramma-analitico-simbolizzazioni-e-rappresentabilita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.robertokarra.it\/psicologo-psicoterapeuta\/sezione-di-gruppoanalisi\/psicodramma-analitico-simbolizzazioni-e-rappresentabilita\/","title":{"rendered":"Lo psicodramma psicoanalitico come luogo per costruire il soggetto: simbolizzazioni plurali e possibile rappresentabilit\u00e0"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.robertokarra.it\/psicologo-psicoterapeuta\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/WhatsApp-Image-2025-08-23-at-07.41.10-1.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"695\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.robertokarra.it\/psicologo-psicoterapeuta\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/WhatsApp-Image-2025-08-23-at-07.41.10-1-695x1024.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2240\" style=\"width:310px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.robertokarra.it\/psicologo-psicoterapeuta\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/WhatsApp-Image-2025-08-23-at-07.41.10-1-695x1024.jpeg 695w, https:\/\/www.robertokarra.it\/psicologo-psicoterapeuta\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/WhatsApp-Image-2025-08-23-at-07.41.10-1-204x300.jpeg 204w, https:\/\/www.robertokarra.it\/psicologo-psicoterapeuta\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/WhatsApp-Image-2025-08-23-at-07.41.10-1.jpeg 734w\" sizes=\"auto, (max-width: 695px) 100vw, 695px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo psicoanalista nella contemporaneit\u00e0, all\u2019interno di certe analisi pi\u00f9 difficili, lungi dal dover &#8220;decifrare un testo dell&#8217;inconscio&#8221;, deve mirare alla &#8220;costruzione aleatoria di uno spazio comune dove pu\u00f2 avvenire un vero scambio, uno scambio la cui posta in gioco \u00e8 l&#8217;avvento di una pulsione che non ha, fino ad allora, trovato il suo posto&#8221;. Questo scambio passa attraverso altri registri rispetto a quello della simbolizzazione linguistica secondaria; impegna l&#8217;affetto, la memoria sensoriale, quella corporea &#8211; quella delle tracce mnemoniche &#8211; passando attraverso la crisi dei limiti Io\/non Io. In altre parole, la prima psicoanalisi topica (il sistema rimozione-affetto-rappresentazione ) ha ceduto oggi il passo, a una seconda, o addirittura a una terza psicoanalisi topica, in cui la scissione e la dissociazione \u201csostituiscono\u201d la rimozione, il che porta allo stesso tempo a una mutazione nella teoria della memoria e al ritorno degli eventi psichici. Quindi c\u2019\u00e9 per l\u2019analisi un nuovo compito: non soltanto il recupero dei ricordi rimossi, ma il completamento di quegli atti psichici rimasti incompiuti poich\u00e9 \u201cnon formulati in pensieri\u201d, impulsi emotivi, esperienze e affetti non riconosciuti e non pensati, ma tuttavia psichicamente influenti, poich\u00e9 \u201cpersistendo immutati, esercitano un potere d\u2019attrazione nei confronti delle esperienze posteriori\u201d (Riolo). E poich\u00e9 non si esprimono in forma di pensieri, si ripresentano in forma di \u2018sensazioni\u2019 e \u2018azioni\u2019.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La portata e le conseguenze del rigetto sono, dunque, molto diverse da quelle della rimozione. Qui non si tratta del mancato avvento di determinati contenuti psichici alla coscienza; bens\u00ec della loro \u201cabolizione\u201d quali contenuti psichici e dunque della possibilit\u00e0 stessa di coscienza come di inconscio. In quanto comporta l\u2019evacuazione della realt\u00e0 interna in quella esterna, il rigetto esita in un collasso del mentale nel reale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo, tra i presupposti di Lacan e di Bion sussiste una forte corrispondenza: poich\u00e9 per entrambi il rigetto porta non pi\u00f9 alla distinzione tra conscio e inconscio, ma a quella tra la realt\u00e0 psichica e la realt\u00e0 sensoriale. Il che comporta una distinzione, necessaria anche dal punto di vista clinico, tra ci\u00f2 che \u2013 sensazione, affetto, pulsione \u2013 non \u00e8 ancora rappresentazione e significato, poich\u00e9 non \u00e8 mai stato pensato; da ci\u00f2 che \u2013 allucinazione, somatizzazione, azione\u2013 non \u00e8 pi\u00f9 rappresentazione n\u00e9 significato, poich\u00e9 \u00e8 stato evacuato in un fatto sensoriale, lacanianamente si ritrova nel registro del reale, luogo delle emozioni non pensabili e dunque non rappresentabili. Laddove il primo richiede il compimento di un lavoro psichico incompiuto; il secondo esige molto di pi\u00f9: il ripristino della funzione rappresentativa abolita. Stiamo quindi parlando della sfida della rappresentabilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Di conseguenza, i dibattiti classici sull&#8217;interpretazione (del transfert, nel transfert) sono stati sostituiti dalla questione della costruzione, non la ricostruzione della storia dimenticata come immaginava Freud, ma la costruzione dello spazio e del soggetto nel sito analitico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">J. Press, nel tentativo di conciliare Freud e Winnicott , approfondisce e sviluppa il lavoro dei precursori interessati ai casi difficili, alla sofferenza identitario-narcisistica, quelle patologie narcisistiche che sono diventate, nel tempo, il lavoro ordinario dello psicoanalista.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da qui si possono evidenziare alcuni punti chiave:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questi pazienti, nell\u2019opinione generale degli autori, hanno vissuto esperienze reali di disagio psichico durante la prima infanzia, esperienze vissute\/non vissute o, pi\u00f9 precisamente, non inscritte psichicamente in una rappresentazione verbale; uno degli effetti \u00e8 l\u2019instaurarsi di un sistema difensivo iper organizzato contro ogni intrusione, interna o esterna, che denota gi\u00e0 la vulnerabilit\u00e0 del narcisismo e i confini tra interno ed esterno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo sistema \u00e8 rigido, inscritto nel carattere in modo duraturo resistente a qualsiasi mobilitazione pulsionale regressiva che lo esporrebbe all&#8217;emergere di una catastrofe psichica, e per questo stesso fatto messo in crisi da una situazione analitica cosiddetta &#8220;tradizionale&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo psicodramma analitico diventerebbe allora una lente d&#8217;ingrandimento, un osservatorio privilegiato degli specifici processi di memoria psichica all&#8217;opera in queste situazioni. Svolge la stessa funzione di &#8220;proiettore&#8221; rispetto alle modalit\u00e0 secondo cui il quadro analitico accoglie, contiene e trasforma i movimenti psichici mobilitati. Sono prevalentemente coinvolte le percezioni, la sensorialit\u00e0, l&#8217;atto e il corpo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Bernard, a proposito della cura psicodrammatica, illustra in modo molto chiaro queste poche proposizioni. Ma prima di mostrare come questo dispositivo permetta l&#8217;accesso e la rielaborazione di strutture caratteriali narcisistiche a priori difficilmente accessibili attraverso un approccio analitico pi\u00f9 &#8220;classico&#8221;, richiamer\u00f2 brevemente alcuni concetti su questo approccio, a lungo considerato una pratica marginale rivolta a bambini, adolescenti o pazienti psicotici, e che oggi sta diventando uno dei centri di pratica e teoria, vedendo il suo insegnamento svilupparsi notevolmente negli istituti di formazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Diversi modelli di cui parleremo solo brevemente, sono stati descritti fin dall&#8217;introduzione dello psicodramma in Francia, per rendere conto dell&#8217;efficacia di una tecnica che mette intensione il registro corporeo e quello linguistico, e che oggi si rivolge a pazienti che hanno grandi difficolt\u00e0 a giocare il gioco dell&#8217;analisi e a trarre beneficio dal sito analitico, a causa della precariet\u00e0 delle loro capacit\u00e0 di rappresentazione e di autorappresentazione. Pazienti per i quali, allo stesso tempo, qualsiasi regressione \u00e8 vissuta, come giustamente nota J. Press, come un rischio importante per la psiche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il modello dei sogni<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella fase iniziale, quando gli analisti esplorano e scoprono le qualit\u00e0 dello psicodramma, il modello di riferimento per tutta l&#8217;attivit\u00e0 analitica \u00e8 il modello del sogno e della nevrosi. Le condizioni della seduta inducono, infatti, uno stato particolare, prossimo al sogno (Anzieu, Pontalis), da cui il posto dato, e per lungo tempo, al sogno come modello della seduta nella psicoanalisi francofona.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo stesso varr\u00e0 per lo psicodramma, sebbene le condizioni siano radicalmente diverse, il che ci porter\u00e0 a scrivere, ad esempio, che esso &#8220;permette alla psiche di mettere in scena conflitti psichici nello spazio del gruppo, che poi funziona secondo processi figurativi di tipo onirico con una forte carica sensomotoria&#8221; (Jeammet e Kestemberg).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sappiamo oggi che questi processi figurativi sono essenzialmente una questione di primitivit\u00e0 e di scissione psichica, piuttosto che di repressione e di un gioco flessibile di istanze psichiche.<br \/>Riconosciamo certamente che il gioco psicodrammatico introduce parametri particolari; d&#8217;altra parte, il loro valore simbolico non \u00e8 ancora riconosciuto per quello che \u00e8, vale a dire la messa in gioco di modalit\u00e0 di simbolizzazione particolari e specifiche, quelle delle simbolizzazioni primitive, corporee o primarie, molto diverse dalle simbolizzazioni linguistiche dello spazio nevrotico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il trauma<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un secondo modello sostituir\u00e0 questo modello onirico, il modello &#8220;anti traumatico&#8221;, in cui lo psicodramma, come la cura, deve innanzitutto combattere, attraverso la sua azione &#8220;contenitiva&#8221;, il rischio di perdita di continuit\u00e0 psichica con la sua schiera di ansie di separazione, liquefazione e caduta nel vuoto. Osserviamo qui che l&#8217;enfasi si sposta dal conflitto edipico ai fondamenti narcisistici e alle falle nella sua costituzione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per dirlo in termini lacaniani, il trauma mette a confronto il soggetto con un reale che lo lascia senza scampo, senza le parole per dirlo e senza immaginario per rappresentarlo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pertanto, nella clinica quotidiana, chiamiamo trauma ferite di intensit\u00e0 diverse e questa parola disegna anche realt\u00e0 molto diverse che lasciano tracce sintomatiche e soggettive pi\u00f9 o meno gravi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I traumi lasciano i loro segni nel corpo, legando cos\u00ec trauma fisico e trauma psichico, come per esempio il trauma singolare e unico d\u2019uno stupro o al contrario le violenze ripetute subite dal bambino nelle relazioni familiari del bambino. Accade spesso che nell\u2019&nbsp;<em>\u201capr\u00e8s coup\u201d<\/em>&nbsp; l\u2019episodio traumatico stesso sia stato rimosso o dissociato, e vada a fare eco alla prima esperienza&nbsp; conferendogli il suo carattere vergognoso e inaccettabile per il soggetto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ed \u00e8 questo secondo tempo che viene portato spesso in psicodramma. Sono proprio questi eventi dell\u2019apr\u00e8s<em>&nbsp;coup,<\/em>&nbsp;totalmente enigmatici per il soggetto, poich\u00e9 senza legame apparente con l\u2019evento originario, che sono rappresentati nelle sedute.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo psicodramma&nbsp; ha dunque una relazione precisa, pensata con la realt\u00e0 del soggetto: non affrancarsi dai fatti accaduti, ma permettere, attraverso la loro rappresentazione di \u201callontanarsene\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Offre cos\u00ec&nbsp; uno spazio di rappresentazione che permette di ritrovare o di far emergere la traccia del soggetto nella situazione raccontata e giocata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Lo spazio della trasformazione<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il modello di riferimento diventa allora il gioco, e ancor pi\u00f9 il recupero, se non addirittura in molti casi la scoperta di una capacit\u00e0 di sperimentare un gioco creativo, aperto al nuovo, all&#8217;informe, all&#8217;ignoto, anzich\u00e9 imprigionato nella sterilit\u00e0 della ripetizione. Un gioco creativo che non sar\u00e0 estraneo alla creativit\u00e0 primaria, &#8220;l&#8217;attivit\u00e0 spontanea e libera del bambino&#8221; (E.Pickler) che esplora e crea il suo corpo sotto e nello sguardo della madre.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si potrebbe dire che in molte analisi le simbolizzazioni primarie rimangono sommerse, implicite, sotto la coltre di razionalizzazioni ed intellettualizzazioni di spettro pi\u00f9 nevrotico. Gi\u00f9 nel testo di Freud &#8220;Costruzioni nell\u2019analisi&#8221; (1937), si sottolinea l&#8217;emergere, in risposta auna costruzione dell&#8217;analista, di &#8220;ricordi molto vividi&#8221;, eccessivamente chiari, persino &#8220;vere e proprie allucinazioni&#8221;, che esprimono il ritorno di &#8220;un evento dimenticato fin dai primi anni, di qualcosa che il bambino ha visto o sentito in un momento in cui riusciva a malapena a parlare&#8221;, ha aperto la strada a molte opere contemporanee in cui la percezione, le tracce mnestiche corporee e l&#8217;allucinatorio appaiono come portatori, accanto alla rimozione, di una potenza storica, di una verit\u00e0 emergente da un luogo al di l\u00e0 del linguaggio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perci\u00f2 dovremmo mantenere aperto l\u2019interrogativo sulla possibilit\u00e0 di estendere il campo operativo dell\u2019analisi, attraverso lo psicodramma analitico, all\u2019ambito delle espressioni asimboliche. Tale possibilit\u00e0 dipender\u00e0 alla fine dalla capacit\u00e0, da parte dello psicodramma, di consentire la trasformazione di quelle espressioni in contenuti rappresentativi \u2013 parole, immagini, sogni, associazioni, ricordi \u2013 adeguati ad<br \/>accogliere significati psichici, e, dunque, attraverso il gioco, ad ultimare atti e<br \/>memorie psichiche rimasti incompiuti. Quindi, come dice Elena Croce, per questo tipo di pazienti il gioco diventa una sorta di reverie istituzionalizzata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Bibliografia<\/strong><em><br \/>Baranes J. Un lieu pour construire le sujet : psychodrame et symbolisations plurielles., \u201cRevue Francaise de Psychanalyse\u201d (n. 2008\/5).<br \/>Bion W.R. (1965), Transformations, Heinemann. Trad.it. Traformazioni, Armando ed., Roma, 1973<\/em><br \/><em>Croce E. (1990), &#8220;Il volo della farfalla&#8221;, casa ed. Borla<br \/>Freud S. (1894), \u201cLe neuropsicosi da difesa\u201d, G.W. 1. O.S.F. 2<br \/>Riolo F. (2022), \u201cLo statuto psicoanalitico di inconscio: prospettive attuali\u201d. Riv. Psa. 2009, 1<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo psicoanalista nella contemporaneit\u00e0, all\u2019interno di certe analisi pi\u00f9 difficili, lungi dal dover &#8220;decifrare un testo dell&#8217;inconscio&#8221;, deve mirare alla <span class=\"ellipsis\">&hellip;<\/span> <span class=\"more-link-wrap\"><a href=\"https:\/\/www.robertokarra.it\/psicologo-psicoterapeuta\/sezione-di-gruppoanalisi\/psicodramma-analitico-simbolizzazioni-e-rappresentabilita\/\" class=\"more-link\"><span>Continue Reading &rarr;<\/span><\/a><\/span><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"om_disable_all_campaigns":false,"_uf_show_specific_survey":0,"_uf_disable_surveys":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[],"class_list":["post-2236","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-sezione-di-gruppoanalisi"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v24.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Lo psicodramma psicoanalitico come luogo per costruire il soggetto: simbolizzazioni plurali e possibile rappresentabilit\u00e0<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.robertokarra.it\/psicologo-psicoterapeuta\/sezione-di-gruppoanalisi\/psicodramma-analitico-simbolizzazioni-e-rappresentabilita\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Lo psicodramma psicoanalitico come luogo per costruire il soggetto: simbolizzazioni plurali e possibile rappresentabilit\u00e0\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Lo psicoanalista nella contemporaneit\u00e0, all\u2019interno di certe analisi pi\u00f9 difficili, lungi dal dover &#8220;decifrare un testo dell&#8217;inconscio&#8221;, deve mirare alla &hellip; 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