{"id":1791,"date":"2020-03-18T20:20:13","date_gmt":"2020-03-18T19:20:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.robertokarra.it\/psicologo-psicoterapeuta\/?p=1791"},"modified":"2020-04-02T08:40:38","modified_gmt":"2020-04-02T06:40:38","slug":"storia-ed-evoluzioni-cliniche-del-gruppo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.robertokarra.it\/psicologo-psicoterapeuta\/sezione-di-gruppoanalisi\/storia-ed-evoluzioni-cliniche-del-gruppo\/","title":{"rendered":"L\u2019analisi di gruppo: storia ed evoluzioni cliniche"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"391\" height=\"311\" src=\"https:\/\/www.robertokarra.it\/psicologo-psicoterapeuta\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/analisi-di-gruppo-storia-e-prospettive-contemporanee.jpeg\" alt=\"storia e prospettive contemporanee nell'analisi del gruppo\" class=\"wp-image-1793\" srcset=\"https:\/\/www.robertokarra.it\/psicologo-psicoterapeuta\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/analisi-di-gruppo-storia-e-prospettive-contemporanee.jpeg 391w, https:\/\/www.robertokarra.it\/psicologo-psicoterapeuta\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/analisi-di-gruppo-storia-e-prospettive-contemporanee-300x239.jpeg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 391px) 100vw, 391px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La ricerca sull&#8217;analisi di gruppo \u00e8 oggi una tematica ricca di implicazioni, densa di prospettive e di attese, venendo a coincidere con un ampio spazio di sperimentazione e elaborazione teorica. Il termine \u201cgruppo\u201d evoca di per s\u00e9, anche nel suo semplice valore semantico, una dimensione di socialit\u00e0 entro cui si imbastisce un tessuto di relazioni tra l&#8217;individuo e l&#8217;altro da s\u00e9. L&#8217;inevitabile rimando all&#8217;altro \u00e8 in sintonia con la cultura riferibile alla complessit\u00e0 della nostra epoca, ormai orientata a ricomporre le separazioni tra soggetto, oggetto e contesto sociale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La metapsicologia freudiana non include e non avrebbe potuto includere questo approccio perch\u00e9 storicamente figlia di un&#8217;ideologia pi\u00f9 incline a separare e a scomporre.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tradizionalmente la ricerca sui gruppi ha fondato le proprie filiazioni storiche sulle opere freudiane, in particolare su quelle definite \u201csociali\u201d  ove \u00e8 presente l&#8217;attenzione alla matrice socio-culturale e alla sua interpretazione. Viene citato come testimonianza l&#8217;esemplare passo di \u201cPsicologia delle masse e analisi dell&#8217;Io\u201d: \u201cLa contrapposizione tra psicologia individuale e psicologia sociale o delle masse, contrapposizione che a prima vista pu\u00f2 sembrarci molto importante, perde, a una considerazione pi\u00f9 attenta, gran parte della sua rigidit\u00e0\u2026 Nella vita psichica del singolo l&#8217;altro \u00e8 regolarmente presente\u2026 la psicologia individuale \u00e8 al tempo stesso, fin dall&#8217;inizio, psicologia sociale\u201d (Freud, 1921).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;identit\u00e0 tra psicologia individuale e psicologia sociale, che indica l&#8217;emersione dell&#8217;altro nella vita del soggetto, fa emergere, nella riflessione freudiana, un asse di relazione quale chiave di lettura dello psichico. Tuttavia l&#8217;enunciato freudiano non pu\u00f2 avere una portata metapsicologica, vale a dire che, nel paradigma formale della teoria, il monopolio del biologico-pulsionale, radicato nella dimensione intrapsichica, non lascia spazio alla fondazione teorica di un rapporto con l&#8217;oggetto e con il mondo sociale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pertanto cade molto a proposito l&#8217;osservazione di chi sottolinea che \u201csenza una rigorosa definizione dei passaggi necessari a percorrere il tratto del rapporto individuo-gruppo non possa essere praticato\u2026 un discorso sulla complessit\u00e0 del gruppo di psicoterapia psicoanalitica\u2026\u201d (LoVerso, 1989).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pu\u00f2 essere utile esplicitare i passaggi teorici presenti nell&#8217;opera dei maggiori esponenti della ricerca sul gruppo, per contribuire alla fondazione teorica dei rapporti individuo- gruppo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel nostro paese la ricerca sui gruppi ha approfondito e sviluppato il pensiero di Bion e di Foulkes ai quali viene attribuito il superamento della positivistica distinzione tra processi individuali e gruppali, natura e cultura, individuo e societ\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per Bion (1961) la differenza tra analisi individuale e analisi di gruppo \u00e8 di tipo metodologico: nella dimensione del gruppo diviene visibile qualcosa che altrimenti rimarrebbe invisibile, quindi la combinazione dei due metodi individuale e di gruppo consente allo psicoanalista, che lavora con il gruppo, una visione binoculare della realt\u00e0. La situazione di gruppo permette un ampliamento del campo d&#8217;osservazione poich\u00e9 nel gruppo non emergono solo legami di natura libidica (che si manifestano nell&#8217;assunto bioniano di accoppiamento), ma relazioni pi\u00f9 arcaiche espresse dagli assunti di base di dipendenza e di attacco e fuga.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli assunti di base sono stati emotivi che costituiscono la \u201cmentalit\u00e0\u201d del gruppo in un determinato momento e che si esprimono con particolari modalit\u00e0 di comportamento, indipendentemente dalle situazioni contingenti che caratterizzano il gruppo. In questo modo Bion, elaborando la lewiniana teoria del campo, sposta l&#8217;attenzione dalla ricostruzione storica degli avvenimenti a ci\u00f2 che si svolge nel campo d&#8217;azione come risultato di un sistema di relazioni interagenti, il cui significato pu\u00f2 essere decodificato riferendosi ad un inconscio patrimonio condiviso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;inconscia piattaforma comune da cui emerge lo psichico ipotizzata da Bion viene spiegata ricorrendo all&#8217;ipotesi dell&#8217;esistenza di un sistema protomentale in cui \u201cil fisico e lo psicologico o mentale si trovano in uno stato indifferenziato\u201d cos\u00ec come l&#8217;interno e l&#8217;esterno, il proprio e l&#8217;altrui.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 questo uno stato di pre-coscienza in cui, in relazione al background kleiniano, compaiono fantasmi molto primitivi \u201cche si riferiscono all&#8217;interno del corpo della madre\u201d, definendosi come fantasmi individuali propri della specie umana, emergenti in reazione ad una situazione angosciosa, pronti a ricomparire in ogni dimensione evocativa di quella esperienza primaria. Su questo a-priori Bion fonda la capacit\u00e0 individuale (\u201cvalenza\u201d) di combinarsi con l&#8217;altro istintivamente e involontariamente, entrando in risonanza con la sua realt\u00e0 fantasmatica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Di conseguenza la terapia di gruppo viene a poggiare sulla possibilit\u00e0 di portare a coscienza fantasmi individuali di ordine specie-specifico, attraverso l&#8217;esplicitazione delle identificazioni proiettive attivate dalla situazione di gruppo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 in Bion una argomentazione di base che lascia perplessi: la radice della vita psichica \u00e8 gruppale non perch\u00e9 sia determinata dalla relazione soggetto-oggetto e dai significati ad essa attribuiti, organizzati in schemi mentali fin dalle prime esperienze, ma perch\u00e9 si modella su una identit\u00e0 di percezioni fantasmatiche proprie della specie umana, la cui origine, in quanto costituzionalmente data, affonda nel biologico, al di l\u00e0 della matrice culturale in cui in seguito si innester\u00e0. Non mi pare quindi condivisibile l&#8217;opinione di chi individua in Bion il \u201csuperamento della spaccatura esistente tra uomo-natura e uomo-cultura\u201d (Napolitani,1987), anche se \u00e8 forte nello studioso inglese l&#8217;attenzione verso queste problematiche. Bion scopre nell&#8217;individuo la presenza \u201cdi una dimensione dell&#8217;esistenza umana assolutamente originaria, che egli chiama protomentale, e che non ritiene abbia origine nel singolo individuo se non in quanto parte residua di un sistema protomentale, strutturalmente transindividuale\u201d, ma il protomentale, affondando le sue radici nel biologico, non lascia spazio a relazioni realmente interattive.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Esaminiamo ora l&#8217;opera di S.H.Foulkes che sin dagli anni &#8217;40 ha dedicato la sua attivit\u00e0 e la sua riflessione a alla ricerca sul gruppo, percorrendo strade diverse da quelle di Bion. In \u201cAnalisi terapeutica di gruppo\u201d (1964) Foulkes giustappone la terapia di gruppo alla psicoanalisi, distinguendone il campo, il metodo e gli obiettivi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Egli sostiene che la psicoanalisi classica, nella sua tradizionale impostazione di terapia individuale, sia l&#8217;unico strumento che permetta l&#8217;analisi dell&#8217;inconscio conflitto edipico infantile; al contrario la \u201cpsicoterapia analitica di gruppo\u201d &#8211; come egli definisce il suo intervento &#8211; analizza le dinamiche fra i membri del gruppo, considerato come unit\u00e0, ponendo al centro della propria attenzione il singolo. Gli obiettivi e i metodi dell&#8217;analisi individuale e dell&#8217;analisi di gruppo sono pertanto, secondo Foulkes, diversi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La prima, interessata al reperimento di un vissuto infantile, si avvale di un&#8217;indagine storico-genetica, la seconda si propone di analizzare nella sua totalit\u00e0 la rete dei rapporti che legano il singolo al suo ambiente, basandosi sul presupposto che la stessa configurazione di rapporti emerga all&#8217;interno del gruppo. Nel primo caso si studia, in una prospettiva per cos\u00ec dire verticale, come e perch\u00e9 le persone sono divenute quello che sono, nel secondo come si modifichino nella dimensione orizzontale del gruppo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;analisi contenutistica delle problematiche individuali viene considerata d&#8217;ostacolo alla comprensione delle modalit\u00e0 di relazione dell\u2019hic et nunc, che costituiscono il principale oggetto d&#8217;interesse di Foulkes. Anche il transfert individuale, \u201cfenomeno autenticamente regressivo\u201d in quanto ripetizione di una situazione passata viene scoraggiato, ponendo l&#8217;accento sulla rete complessa delle relazioni multipersonali, mentre la relazione a due dell&#8217;analisi classica viene considerata artificiosa, poich\u00e9 non risponde a nessuna situazione reale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Foulkes sostiene ripetutamente che solo la psicoanalisi individuale pu\u00f2 analizzare ai livelli pi\u00f9 profondi il conflitto, attraverso l&#8217;analisi della resistenza e della nevrosi di transfert. Tuttavia solo la psicoterapia di gruppo pu\u00f2 ottenere risultati stabili ed efficaci modificando \u201cin modo sostanziale la personalit\u00e0 dei pazienti\u201d e non solo attenuandone i sintomi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 evidente l&#8217;adesione di Foulkes ad una bidimensionalit\u00e0 terapeutica che lo porta ad affiancare i cambiamenti conoscitivi operati dalla psicoanalisi freudiana alle modificazioni della personalit\u00e0 ottenuti attraverso l&#8217;analisi di gruppo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella concezione di Foulkes emerge una doppia immagine della prassi psicoanalitica: da una parte la psicoanalisi individuale, legata ad una concezione pi\u00f9 elitaria ed aristocratica, quale momento conoscitivo della propria storia personale; dall&#8217;altra la psicoterapia psicoanalitica di gruppo come partecipazione pi\u00f9 corale, immediata e spontanea, utile alla modificazione profonda della personalit\u00e0 attraverso l&#8217;inserimento nella rete dei rapporti. Si comprende che per l&#8217;autore la dimensione storico-genetica e la dimensione sistemico-sociale coincidono, ma la portata innovativa dell&#8217;intuizione non viene da lui chiaramente affermata o sviluppata. Da questa ibrida posizione iniziale, Foulkes approda, nell&#8217;arco di dieci anni di riflessione e di pratica clinica sui gruppi, ad una visione della vita mentale centrata su relazioni inter e transpersonali interiorizzate (1973).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Esiste per Foulkes una \u201cipotetica trama di comunicazione e di rapporti\u201d, la \u201cmatrice psichica\u201d da cui derivano tutti i significati sottesi alle modalit\u00e0 attuali di relazione. La comunicazione nel gruppo si attesta a diversi livelli, che derivano tutti dal nucleo centrale di una lingua universale condivisa. Il senso viene attinto \u201cnel pozzo comune di significati\u201d che costituisce la matrice del gruppo ed \u00e8 funzione della risonanza particolare legata alla psicopatologia personale o alla significativit\u00e0 della situazione (1975). La matrice si fonda sulle propriet\u00e0 biologiche della specie, ma anche &#8211; e qui si situa la differenza con Bion &#8211; sui valori culturali che \u201csono stati sviluppati e trasmessi, particolarmente nella famiglia nucleare, nella rete o nella classe sociale, ecc., e sono stati mantenuti o modificati dal plexus intrinseco in cui la persona si muove\u201d (1975).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tuttavia disposizioni e interessi pi\u00f9 clinici che teorici non consentono a Foulkes di sistematizzare a livello teorico queste interessanti intuizioni, cosicch\u00e9 esse finiscono col coesistere, giustapposte e non integrate, con gli assunti metapsicologici freudiani pi\u00f9 refrattari per taglio epistemico dal consentire uno spazio alla codificazione teorica della relazione. Considerazioni storiche potrebbero oggi indurre ad individuare in  Foulkes un bifattorialismo almeno implicito, poich\u00e9 in realt\u00e0 gli aspetti teorici relativi alle sue scelte non vengono esplicitamente toccati soprattutto per motivi storico-politici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sulla scia di Foulkes la moderna Gruppoanalisi, sviluppando il concetto di matrice psichica\u201d, pone la relazione \u201calla base dello sviluppo umano, sia per quanto riguarda i suoi aspetti storicizzati sia per quanto attiene all&#8217;elaborazione simbolica interna individuale\u201d (Ferraris, Lo Verso, 1989).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Assumere quindi il concetto di matrice psichica a fondamento di una teoria della costituzione del singolo significa concettualizzare l&#8217;individuo come inserito fin dalla nascita in un \u201ccampo mentale\u201d, in una \u201crete di significazioni\u201d al cui interno egli apprende gli strumenti mentali adatti a dare senso a tutta la cultura passata, presente, futura. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Bibliografia: <br \/>Bion W.R. (1948) Esperienze nei gruppi trad.it., Armando, Roma, 1971 <br \/>Foulkes S.H. (1964) Analisi terapeutica di gruppo trad.it., Boringhieri, Torino, 1969. <br \/>Foulkes S.H. (1973) Il gruppo come matrice della vita mentale dell&#8217;individuo trad.it., in Wolberg R., Schwartz M.K. (a cura di) Terapia moderna Il Pensiero Scientifico, Roma, 1974.  <br \/>Foulkes S.H. (1975) La psicoterapia gruppoanalitica trad. it., Astrolabio, Roma, 1976.  <br \/>Freud S. (1921) Psicologia delle masse e analisi dell&#8217;Io OSF, vol. IX, Boringhieri, Torino, 1977.  <br \/>Freud S. (1929) Il disagio della civilt\u00e0 OSF, vol.X, Boringhieri, Torino, 1978.  <br \/>Lo Verso G. (1989) Clinica della Gruppoanalisi e psicologia Boringhieri, Torino.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La ricerca sull&#8217;analisi di gruppo \u00e8 oggi una tematica ricca di implicazioni, densa di prospettive e di attese, venendo a <span class=\"ellipsis\">&hellip;<\/span> <span class=\"more-link-wrap\"><a href=\"https:\/\/www.robertokarra.it\/psicologo-psicoterapeuta\/sezione-di-gruppoanalisi\/storia-ed-evoluzioni-cliniche-del-gruppo\/\" class=\"more-link\"><span>Continue Reading &rarr;<\/span><\/a><\/span><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"om_disable_all_campaigns":false,"_uf_show_specific_survey":0,"_uf_disable_surveys":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[],"class_list":["post-1791","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-sezione-di-gruppoanalisi"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v24.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>L\u2019analisi di gruppo: storia ed evoluzioni cliniche<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.robertokarra.it\/psicologo-psicoterapeuta\/sezione-di-gruppoanalisi\/storia-ed-evoluzioni-cliniche-del-gruppo\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"L\u2019analisi di gruppo: storia ed evoluzioni cliniche\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"La ricerca sull&#8217;analisi di gruppo \u00e8 oggi una tematica ricca di implicazioni, densa di prospettive e di attese, venendo a &hellip; 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