{"id":1738,"date":"2018-03-09T21:38:32","date_gmt":"2018-03-09T20:38:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertokarra.it\/psicologo-psicoterapeuta\/?p=1738"},"modified":"2018-03-09T21:38:32","modified_gmt":"2018-03-09T20:38:32","slug":"nuovi-pazienti-in-analisi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.robertokarra.it\/psicologo-psicoterapeuta\/articoli-tematici\/nuovi-pazienti-in-analisi\/","title":{"rendered":"I \u201cnuovi pazienti\u201d nella stanza d\u2019analisi"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.robertokarra.it\/psicologo-psicoterapeuta\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/nuovi-pazienti.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-1739 alignleft\" src=\"http:\/\/www.robertokarra.it\/psicologo-psicoterapeuta\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/nuovi-pazienti-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"350\" srcset=\"https:\/\/www.robertokarra.it\/psicologo-psicoterapeuta\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/nuovi-pazienti-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.robertokarra.it\/psicologo-psicoterapeuta\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/nuovi-pazienti-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.robertokarra.it\/psicologo-psicoterapeuta\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/nuovi-pazienti.jpg 960w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Nel lavoro psicoanalitico di questi ultimi anni, sempre pi\u00f9 spesso ci ritroviamo di fronte a persone che, per tipo di richiesta formulata e per una parte dei disturbi presentati, ci pongono nuovi problemi di trattamento. Sempre pi\u00f9 pazienti, presentano una patologia riconducibile ad un di Super-Io sociale che, fattualmente e simaticamente, sembra  non permettere un tempo ed uno spazio in s\u00e9 e per s\u00e9.<\/p>\n<p>Oggi, nella societ\u00e0 del narcisismo, ognuno finisce coll\u2019esser implicato in un \u201csuper-io-fai-da-te\u201d. nel senso di un sociale che non offre pi\u00f9 funzioni di contenimento e orientamento (regole e sanzioni corrispondenti) tali da facilitare il formarsi di elementi strutturanti la personalit\u00e0 dei singoli e dei gruppi. <\/p>\n<p>I &#8220;nuovi pazienti&#8221;, come un po&#8217; genericamente possiamo definirli, ci presentano innanzi tutto uno sfondo comune: la condizione culturale e familiare, potremmo dire l&#8217;ambiente di vita. <\/p>\n<p>Si tratta prevalentemente di soggetti giovani, quasi esclusivamente tra i 20 e i 35 anni, con una condizione sociale e familiare sostanzialmente &#8220;normale&#8221;. Sono bene inseriti, hanno un livello culturale discreto ed una famiglia che, seppur con problemi relazionali, sembra essersi occupata di loro in modo attivo ed assertivo. Nel tempo, la rappresentazione che i pazienti ci forniscono della famiglia e del rapporto con essa, evidenzia alcune specificit\u00e0. <\/p>\n<p>L&#8217;accudimento e il tipo di relazione tra i membri \u00e8 attivo, presente, ma fortemente concreto: ogni problema va affrontato, &#8220;gestito&#8221;, per essere risolto, prima ancora che per essere compreso. \u00c9 come se, alcuni valori o modalit\u00e0 di funzionamento tipici delle organizzazioni produttive, si fossero traslati o imposti nell&#8217;ambito del &#8220;privato&#8221;, trasformando la nuova famiglia in una sorta di impresa. Come in una azienda, il tempo e lo spazio dei sentimenti e delle emozioni, allo stesso modo dei disagi, delle paure e delle difficolt\u00e0, non sono rispettati; la loro espressione non \u00e8 negata, ma subito confrontata o rapportata ad un bisogno di &#8220;fare&#8221;, di trovare un modo operativo ed &#8220;esterno&#8221; per farvi fronte. <\/p>\n<p>La famiglia, rispetto al &#8220;mondo interno&#8221; dei suoi membri, sembra permetterne l&#8217;espressibilit\u00e0 e l&#8217;uso, solo se immediatamente e meccanicisticamente collegato con quello &#8220;esterno&#8221; (fattuale, concreto, operazionale). Le emozioni, gli affetti, i sentimenti, pi\u00f9 che &#8220;com-presi&#8221; vanno capiti, spiegati: la razionalit\u00e0, le razionalizzazioni e le scissioni funzionali ne sono i pilastri. I pazienti ci presenteranno questo come un quadro &#8220;normale&#8221;, positivo, proponendo o &#8220;imponendo&#8221; anche a noi un tipo di terapia simile. La sofferenza, il malessere, di cui sono portatori, pur facendosi intravedere in tutta la loro forza, sono come negati, espressi sotto forma di qualcosa che non ha funzionato, qualcosa che non \u00e8 stato attivato a sufficienza: loro o la famiglia dovevano intervenire di pi\u00f9 e allo stesso modo la terapia dovrebbe operare. <\/p>\n<p>Si presentano come persone e famiglie senza storia: hanno fatto o possono fare esperienze significative, ma solo in modo frammentario e momentaneo, o comunque, sembrano non poterle trattenere in s\u00e9 e per s\u00e9. Le evocazioni a cui questi pazienti ci riportano, vanno ai concetti di &#8220;holding&#8221; e di &#8220;contenitore&#8221; (D.W.Winnicott, 1971; W.R. Bion, 1962). <\/p>\n<p>Da un lato la patologia e o struttura di questi pazienti sembra presentarsi come grave, dall\u2019altro essi mantengono grosse aree di funzionamento: socialmente risultano ben inseriti, riconosciuti, apparentemente adattati e adeguati. Quest&#8217;area di funzionamento compensa e copre tutte le altre; da qui le difficolt\u00e0 per loro e per noi: vi \u00e8 un disagio privato che non si esprime nel sociale, ma un malessere sociale (pur non consapevole) che si esprime nel privato, impoverendolo. <\/p>\n<p>Le istanze promosse sono quelle di un Io camaleontico, soprattutto sfaccettato; i riferimenti rimandano ai discorsi di Kernberg (1965) sull&#8217;Io grandioso e le patologie narcisistiche e alle descrizioni delle personalit\u00e0 &#8220;come s\u00e9&#8221; proposte da molti autori a cominciare da Deutsch (1930), o ancora, al &#8220;falso s\u00e9&#8221; di Winnicott (1965). <\/p>\n<p>I &#8220;nuovi pazienti&#8221; ci trasmettono la sensazione che da soli non possono creare le condizioni per fare analisi: la strada da intraprendere \u00e8  quella di conservare il progetto di fare analisi, stando in una dimensione temporale analitica, modificando il set. In questa prospettiva l&#8217;analista si assume un compito fondamentale: distinguere tra set e setting (tra parte strutturale fisica, formale e parte mentale) modificando prevalentemente il primo. A fianco del processo analitico classico, riguardante il rapporto tra conscio ed inconscio o tra Es, Io e Super-Io, occorre aggiungere l&#8217;attivit\u00e0 interpretativa sulla mancata percezione della realt\u00e0 sociale del paziente.<\/p>\n<p>Come non ipotizzare che la \u201cfamiglia come organizzazione\u201d abbia a che vedere con i tratti &#8220;sociali&#8221; dei &#8220;nuovi pazienti&#8221; : come una patologia sovrapposta e intrecciata a quella pi\u00f9 specifica e personale quando, nella fase iniziale del trattamento presentano disturbi multiformi, disagi indefinibili e una forte resistenza ad un progetto di trattamento stabile e di lunga durata perch\u00e9 troppo impegnativo. Solo attraverso un accorto e cauto lavoro di dosaggio, tra sofferenza e fretta &#8220;sociale&#8221; introiettata, la relazione analitica gradualmente potr\u00e0 strutturarsi e stabilizzarsi. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel lavoro psicoanalitico di questi ultimi anni, sempre pi\u00f9 spesso ci ritroviamo di fronte a persone che, per tipo di <span class=\"ellipsis\">&hellip;<\/span> <span class=\"more-link-wrap\"><a href=\"https:\/\/www.robertokarra.it\/psicologo-psicoterapeuta\/articoli-tematici\/nuovi-pazienti-in-analisi\/\" class=\"more-link\"><span>Continue Reading &rarr;<\/span><\/a><\/span><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"om_disable_all_campaigns":false,"_uf_show_specific_survey":0,"_uf_disable_surveys":false,"footnotes":""},"categories":[7],"tags":[],"class_list":["post-1738","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-articoli-tematici"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v24.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>I \u201cnuovi pazienti\u201d nella stanza d\u2019analisi<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.robertokarra.it\/psicologo-psicoterapeuta\/articoli-tematici\/nuovi-pazienti-in-analisi\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"I \u201cnuovi pazienti\u201d nella stanza d\u2019analisi\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Nel lavoro psicoanalitico di questi ultimi anni, sempre pi\u00f9 spesso ci ritroviamo di fronte a persone che, per tipo di &hellip; 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