{"id":1443,"date":"2016-11-23T20:33:00","date_gmt":"2016-11-23T19:33:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertokarra.it\/psicologo-psicoterapeuta\/?p=1443"},"modified":"2016-12-17T17:31:03","modified_gmt":"2016-12-17T16:31:03","slug":"incontro-della-gruppoanalisi-con-il-teatro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.robertokarra.it\/psicologo-psicoterapeuta\/sezione-di-gruppoanalisi\/incontro-della-gruppoanalisi-con-il-teatro\/","title":{"rendered":"L\u2019incontro della Gruppoanalisi con il teatro: un ponte tra la messa in scena Gruppoanalitica e l\u2019opera Pirandelliana."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.robertokarra.it\/psicologo-psicoterapeuta\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/gruppoanalisi-e-teatro.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.robertokarra.it\/psicologo-psicoterapeuta\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/gruppoanalisi-e-teatro-300x233.jpg\" alt=\"gruppoanalisi-e-teatro\" width=\"350\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1444\" srcset=\"https:\/\/www.robertokarra.it\/psicologo-psicoterapeuta\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/gruppoanalisi-e-teatro-300x233.jpg 300w, https:\/\/www.robertokarra.it\/psicologo-psicoterapeuta\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/gruppoanalisi-e-teatro.jpg 400w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Foulkes, nel cominciare a pensare teoricamente e clinicamente la gruppoanalisi, si \u00e8 ispirato non solo alla sua preparazione  psichiatrica, psicoanalitica, neurologica, sociologica e della psicologia della Gestalt, ma sembrerebbe aver tratto le ispirazioni fondamentali da tante sue passioni, quali la musica nella conduzione delle orchestre e l\u2019arte del teatro; in particolare, Pirandello \u00e8 stato uno dei suoi ispiratori con \u201cI sei personaggi in cerca d\u2019autore\u201d e \u201cUno, nessuno, centomila\u201d.<\/p>\n<p>Le funzioni del teatro, d\u2019altronde, sono molteplici: divertire, intrattenere, nonch\u00e9 curare, attraverso i fenomeni che si riscontrano in genere in tutti i gruppi umani e pi\u00f9 specificamente nella messa in scena teatrale ed in quella psicoterapeutica. Fenomeni relativi alla specularit\u00e0, al doppio, ovvero all\u2019ombra, all\u2019identificazione, alla proiezione, all\u2019 introiezione, nel gioco dinamico che coinvolge: il luogo e gli oggetti della scena; l\u2019epoca o tempo della scena; la storia o evento rappresentato (il copione);la durata; gli interpreti; l\u2019autore della riduzione teatrale; il regista; gli spettatori. Nel caso delle psicoterapie, individuali o di gruppo, l\u2019elenco \u00e8 pi\u00f9 o meno lo stesso: luogo, oggetti, tempo, programma, regole, durata, pazienti-attori, conduttore regista.<\/p>\n<p>E\u2019 molto importante introdurre il fenomeno della \u201cspecularit\u00e0\u201d come si manifesta nelle opere, non solo teatrali, di Luigi Pirandello e nella Gruppoanalisi, partendo prima dalle recenti scoperte scientifiche relative ai cosiddetti \u201cneuroni specchio\u201d.Negli Anni Novanta del secolo scorso, infatti, la teoria dei \u201cneuroni specchio\u201d ha fornito un valido contributo scientifico alle intuizioni circa il rispecchiamento, gi\u00e0 trattato in ambito filosofico, religioso, psicologico, artistico.<\/p>\n<p>Tali neuroni (G.Rizzolatti; C.Sinigaglia, 2006) \u00abmostrano come il riconoscimento degli altri, delle loro azioni e perfino delle loro intenzioni dipenda in prima istanza dal nostro patrimonio motorio. Dagli atti pi\u00f9 elementari e naturali a quelli pi\u00f9 sofisticati che richiedono particolari abilit\u00e0, come l\u2019eseguire un passo di danza, una sonata al pianoforte o una pi\u00e9ce teatrale, i neuroni specchio consentono al nostro cervello di correlare i movimenti osservati a quelli propri e di riconoscerne cos\u00ec il significato\u00bb. I  neuroni specchio permettono cos\u00ec la comprensione delle azioni altrui. Sembra che anche il linguaggio sia nato dalla funzione di tali neuroni.<\/p>\n<p>Daniel Colemann (2006), psicologo sociale, e Antonio Damasio (1995), neurobiologo americano, affermano che il cervello non \u00e8 la somma delle sue parti e che il comportamento umano non \u00e8 tutto scritto nei geni; non tutto \u00e8 innato, ma \u00e8 soprattutto l\u2019esperienza sociale e le emozioni che danno la forma al cervello. E\u2019 l\u2019intelligenza sociale che influenza le relazioni con la capacit\u00e0 umana, non specifica e non tecnica, di sapersi organizzare efficacemente nei rapporti interpersonali.<\/p>\n<p>Nikolaj NikolaevichEvreinov, attore russo, nel 1923 introdusse il concetto di monodramma (The Theatre Life) quale genere scenico dove i personaggi rappresentano differenti aspetti della mente umana. I discorsi fra gli attori vengono impostati come modelli dei processi cognitivi di una singola persona.<\/p>\n<p>L\u2019opera pirandelliana \u201cSei personaggi in cerca d\u2019autore\u201d e l\u2019\u201dopera foulkesiana\u201d \u201cGruppoanalisi\u201d rientrano perfettamente in questo genere scenico, anche se la seconda non ha valorizzato l\u2019azione, come il teatro, prediligendo la parola.<\/p>\n<p>Partiamo dall\u2019immagine della scena teatrale in cui \u201cirrompono\u201d  i sei personaggi in cerca d\u2019autore; sul palcoscenico si instaura una situazione caotica, direi psicotica. Gli attori, e tutta la troupe teatrale, sono pronti per recitare; i sei personaggi, che irrompono sulla scena, inattesi, chiedono di essere rappresentati dagli attori i quali dovrebbero abbandonare il copione di \u201cIl gioco delle parti\u201d per dar vita alla tragedia dei sei, che \u00e8 ancora da farsi. Scena di rispecchiamento caotico. Il capocomico-regista (che rappresenta anche l\u2019autore: Pirandello) si agita, non capisce, non pu\u00f2 perdere tempo e pertanto chiede ai sei personaggi perch\u00e9 sono l\u00ec e che cosa vogliono. Il rispecchiamento non funziona; fraintendimenti, incomunicabilit\u00e0. <\/p>\n<p>Nella stanza della psicoterapia gruppoanalitica, quasi spoglia, come ha preferito Foulkes, il gruppo, di circa sei-otto pazienti attende. Anche qui si deve cominciare.Nel gruppo foulkesiano non accade questo, esplicitamente. Il \u201cgruppo invisibile\u201d \u00e8 celato sotto le spoglie del \u201cgruppo visibile\u201d. I pazienti sono sconosciuti gli uni agli altri, ma, come i sei personaggi, sono l\u00ec per una legittima richiesta, per esaudire un desiderio. I personaggi pirandelliani ed i pazienti vogliono essere riconosciuti, vogliono uscire dalla forma che li immobilizza ed entrare in una forma nuova, secondo il flusso sempre mutevole del vivere.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, quanto accade sul palcoscenico pirandelliano, in questa fase, \u00e8 pi\u00f9 adeguatamente confrontabile, a mio avviso, con i gruppi bioniani coinvolti, prima che diventino gruppi di lavoro, negli assunti di base: dipendenza; attacco e fuga; accoppiamento. I pazienti bioniani si riconoscono pi\u00f9 facilmente di quelli foulkesiani nella messa in scena dei sei personaggi dove la Madre si aggrega alla Figlia (accoppiamento); il Figlio, insultando tutti, vorrebbe fuggire, anche se una forza occulta sembra paralizzargli le gambe (attacco e fuga); i due piccoli, pallidi e muti: il Giovinetto e la Bambina, soccombono come dipendenti totalmente dalla volont\u00e0 degli adulti (dipendenza). Ogni personaggio incarna unapassione nel gioco complesso ed intricato di proiezione, identificazione, introiezione. Tragedia umana intrisa di tradimenti, inganni, incesto, violenza, pentimenti.<\/p>\n<p>Il concetto del falso rispecchiamento, dell\u2019incomunicabilit\u00e0 Pirandello lo ribadisce con maggiore incisivit\u00e0 nell\u2019opera \u201cUno, Nessuno e Centomila\u201d. \u00abNon mi riconosco nella forma che mi date voi, n\u00e9 voi in quella che vi do io; e la stessa cosa non \u00e8 uguale per tutti e anche per ciascuno di noi pu\u00f2 di continuo cangiare, e di fatto cangia di continuo\u00bb. \u00abPerch\u00e9 quel suo Geng\u00e9 (cos\u00ec la moglie chiama suo marito, Vitangelo Moscarda) esisteva, mentre io per lei non esistevo affatto, non ero mai esistito. La realt\u00e0 mia era per lei in quel suo Geng\u00e9 ch\u2019ella s\u2019era foggiato, che aveva pensieri e sentimenti e gusti che non erano miei&#8230;\u00bb.<\/p>\n<p>Malcom Pines si \u00e8 interessato in particolar modo al fenomeno del rispecchiamento e di quello relativo alla dialettica fra singolo e gruppo anticipando le scoperte scientifiche relative ai neuroni specchio. \u00abLa matrice gruppale &#8211; dice Pines &#8211;  il retroterra in cui hanno luogo i processi interpersonali e transpersonali dell\u2019analisi di gruppo, \u00e8 essa stessa basata sui processi di riflessione speculare e sulla risonanza\u00bb . Ed ancora: \u00abQuando finisce una gruppoanalisi? Forse quando non si avr\u00e0 pi\u00f9 bisogno di specchi, dal momento che le parti riflesse del S\u00e9 saranno state riunificate in una totalit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p>L\u2019 ottimismo di Malcom Pines collude con il pessimismo di Luigi Pirandello, anche se<br \/>\nil dramma dei \u201cSei personaggi\u201d viene narrato e concluso, come il dramma dei pazienti in gruppoanalisi, sia pure nel caotico intrecciarsi di acting e fenomeni transferenziali, a volte anche distruttivi. <\/p>\n<p>E\u2019altres\u00ec importante provare a focalizzarci sui temi quali acting,transfert,controtransfert ed i ruoli dei due conduttori e attori principali della scena teatrale e della scena gruppoanalitica.Il paziente molto spesso non ricorda ed \u00e8 attraverso l\u2019acting ed il trasferimento di esperienze passate nel presente, sulle persone presenti, che cerca di recuperare i ricordi. <\/p>\n<p>\u00abProtagonisti della scena relazionale sono proprio quei personaggi drammatici che nel transfert ripropongono le trame arcaiche dei propri copioni&#8230;E se l\u2019analista, riesce a riconoscere, sulla stessa scena, la trama del gioco che in una sorta di recita a soggetto, d\u00e0 la battuta all\u2019uno e all\u2019altro personaggio che fanno parte del proprio repertorio, allora avr\u00e0 gli elementi per riuscire a costruire una ipotesi capace di interpretare il senso della vicenda e smascherare l\u2019identit\u00e0 \u201creale\u201ddei protagonisti in gioco. Se invece, ignaro del proprio coinvolgimento, l\u2019analista non potr\u00e0 recuperare oltre quella di \u201cattore\u201d in scena anche la sua dimensione di \u201ccritico teatrale\u201d, allora tutti i contenuti di quel dramma relazionale saranno consumati nell\u2019interpretazione sceneggiata che ciascuno dei partecipanti dar\u00e0 al \u201cpersonaggio\u201din cui si \u00e8 identificato: la rappresentazione sar\u00e0 solo fine a se stessa, proprio perch\u00e9 al di l\u00e0 del proscenio non c\u2019\u00e9 alcun osservatore al quale possa essere destinata\u00bb (Cofano, L.,\u201dTransfert e controtransfert come acting\u201d).<\/p>\n<p>Il dramma dei sei personaggi \u00e8 un unico, massivo acting. Il capocomico \u00e8 obbligato a capire la trama del rappresentato, del detto e del non detto. Dopo un tempo di riflessione, egli, capocomico, diventa elemento attivo della scena; la dirige, l\u2019indirizza ed infine, con il senso di una grande fatica, licenzia tutti.<\/p>\n<p>Il conduttore gruppoanalitico come dovrebbe comportarsi? La maggior parte dei gruppoanalisti ha abbracciato, difendendola strenuamente, la regola dell\u2019astinenza delegando, a volte in maniera totale, il gruppo a rappresentarlo. Il conduttore dove sta? Cosa fa? E\u2019 presente? Oppure, celato dietro le quinte, impassibile, lascia che i pazienti fantastichino su di lui idealizzandolo, odiandolo, accettandolo o rifiutandolo?<\/p>\n<p>Proviamo ad utilizzare le parole dello stesso Foulkes il quale, pur meritevole di aver intuito e messo in atto la tecnica migliore per curare pazienti in gruppo; attento sia all\u2019individuo, sia al gruppo come una totalit\u00e0 che non \u00e8 la somma delle parti, non \u00e8 a volte stato chiaro nel definire il ruolo del conduttore.<\/p>\n<p>\u00abE\u2019 importante per il terapeuta che la sua influenza personale sia inevitabilmente forte, malgrado tutte le precauzioni per minimizzarla\u00bb (Foulkes, \u201cLa psicoterapia gruppoanalitica\u201d, trad. italiana Astrolabio, Roma).\u00abLa sua funzione \u00e8 in realt\u00e0 quella di indirizzare e guidare il gruppo, per cui parleremo di lui a questo livello cosciente come di una \u201cguida\u201d piuttosto che di un leader\u00bb (Foulkes, \u201cAnalisi Terapeutica di gruppo\u201d, trad. ital. 1978).<\/p>\n<p>\u00abIl mio modo di dirigere i gruppi \u00e8 estremamente discreto e passa in pratica inosservato\u00bb.<\/p>\n<p>L\u2019opera di Foulkes appare, a volte, densa di contraddittoriet\u00e0 e frammentariet\u00e0, ma questo non deve apparire come un limite, ma anzi come una possibilit\u00e0 di far evolvere delle idee, come egli stesso ha fatto e non rimanere ingabbiati in una teoria e di poter utilizzare queste coordinate teoriche al \u201cservizio della clinica e dei pazienti\u201d.<\/p>\n<p>Pirandello ha avuto pi\u00f9 tempo di Foulkes per lavorare sul palcoscenico, quello reale e quello metaforico della sua esistenza. Miscredente e sfiduciato, per l\u2019immutabilit\u00e0 della forma e la negazione della vita, nelle sue ultime opere Pirandello recupera il senso dell\u2019esistenza ed i suoi valori.<\/p>\n<p>Foulkes \u00e8 morto prima che molte delle sue geniali intuizioni fossero ampiamente validate. La sua metamorfosi, dalla iniziale \u201cfede\u201d nella psicoanalisi freudiana, si conclude nella scoperta della terapeuticit\u00e0 del gruppo. Passando attraverso la scena teatrale, dei cui significati e valenze si appropri\u00f2, Foulkes allest\u00ec la sua messa in scena gruppoanalitica, ma purtroppo gli sono mancate le possibilit\u00e0 di ulteriori verifiche.<\/p>\n<p>I due grandi a confronto risultano essere vicini per molti tratti, soprattutto per il comune messaggio inviato tramite la \u201cmessa in scena\u201d, spazio dove, infine, sia pure con molta o con scarsa fede, per l\u2019uno e per l\u2019altro, \u00e8 possibile la comunicabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Un punto di incontro tra Pirandello e Foulkes \u00e8 quello in cui nella scena teatrale, come in quella gruppoanalitica, si confrontano il singolo e il gruppo.Entrambi hanno cercato di far parlare ed agire (nel teatro e nella stanza della seduta), nella messa in scena, i tanti S\u00e9 che ci costituiscono.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Foulkes, nel cominciare a pensare teoricamente e clinicamente la gruppoanalisi, si \u00e8 ispirato non solo alla sua preparazione psichiatrica, psicoanalitica, <span class=\"ellipsis\">&hellip;<\/span> <span class=\"more-link-wrap\"><a href=\"https:\/\/www.robertokarra.it\/psicologo-psicoterapeuta\/sezione-di-gruppoanalisi\/incontro-della-gruppoanalisi-con-il-teatro\/\" class=\"more-link\"><span>Continue Reading &rarr;<\/span><\/a><\/span><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"om_disable_all_campaigns":false,"_uf_show_specific_survey":0,"_uf_disable_surveys":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[],"class_list":["post-1443","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-sezione-di-gruppoanalisi"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v24.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>L\u2019incontro della Gruppoanalisi con il teatro: un ponte tra la messa in scena Gruppoanalitica e l\u2019opera Pirandelliana.<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.robertokarra.it\/psicologo-psicoterapeuta\/sezione-di-gruppoanalisi\/incontro-della-gruppoanalisi-con-il-teatro\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"L\u2019incontro della Gruppoanalisi con il teatro: un ponte tra la messa in scena Gruppoanalitica e l\u2019opera Pirandelliana.\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Foulkes, nel cominciare a pensare teoricamente e clinicamente la gruppoanalisi, si \u00e8 ispirato non solo alla sua preparazione psichiatrica, psicoanalitica, &hellip; 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