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	<title>ricerca per &quot;paura&quot;</title>
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	<description>Dott. Roberto Karra: Psicologo e Psicoterapeuta a Palermo</description>
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		<title>Le Fobie</title>
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		<dc:creator><![CDATA[roberto]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Nov 2014 14:56:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Patologie]]></category>
		<category><![CDATA[fobie]]></category>
		<category><![CDATA[paura]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[psicopatologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La fobia è una paura marcata e persistente con caratteristiche peculiari: è sproporzionata rispetto al reale pericolo dell&#8217;oggetto o della situazione; non può essere <span class="ellipsis">&#8230;</span> <span class="more-link-wrap"><a href="https://www.robertokarra.it/psicologo-psicoterapeuta/patologie/fobie/" class="more-link"><span>Continue Reading &#8594;</span></a></span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.robertokarra.it/psicologo-psicoterapeuta/wp-content/uploads/2014/11/fobie.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" title="Le fobie" class="alignleft size-medium wp-image-821" src="http://www.robertokarra.it/psicologo-psicoterapeuta/wp-content/uploads/2014/11/fobie-300x246.jpg" alt="La fobia è una paura irrazionale per qualcosa che non è una minaccia" width="300" height="246" srcset="https://www.robertokarra.it/psicologo-psicoterapeuta/wp-content/uploads/2014/11/fobie-300x246.jpg 300w, https://www.robertokarra.it/psicologo-psicoterapeuta/wp-content/uploads/2014/11/fobie.jpg 731w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p>La <strong>fobia</strong> è una <strong>paura</strong> marcata e persistente con caratteristiche peculiari:</p>
<ul>
<li>è sproporzionata rispetto al reale pericolo dell&#8217;oggetto o della situazione;</li>
<li>non può essere controllata con spiegazioni razionali, dimostrazioni e ragionamenti;</li>
<li>supera la capacità di controllo volontario che il soggetto è in grado di mettere in atto;</li>
<li>produce l&#8217;evitamento sistematico della situazione-stimolo temuta;</li>
<li>permane per un periodo prolungato di tempo senza risolversi o attenuarsi;</li>
<li>comporta un certo grado di disadattamento per l&#8217;interessato;</li>
<li>l&#8217;individuo riconosce che la paura è irragionevole e che non è dovuta ad effettiva pericolosità dell&#8217;oggetto, attività o situazione temuta.</li>
</ul>
<p>La <strong>fobia</strong> è dunque una <strong>paura</strong> estrema, irrazionale e sproporzionata per qualcosa che non rappresenta una reale minaccia e con cui gli altri si confrontano senza particolari tormenti psicologici. Chi ne soffre, infatti, è sopraffatto dal terrore all&#8217;idea di venire a contatto magari con un animale innocuo come un ragno o una lucertola, o di fronte alla prospettiva di compiere un&#8217;azione che lascia indifferenti la maggior parte delle persone (ad esempio, il claustrofobico non riesce a prendere l&#8217;ascensore o la metropolitana). Le persone che soffrono di <strong>fobie</strong> si rendono perfettamente conto dell&#8217;irrazionalità della propria <strong>paura</strong>, ma non possono controllarla.</p>
<p>
L&#8217;ansia da <strong>fobia</strong>, si esprime con sintomi fisiologici come tachicardia, vertigini, extrasistole, disturbi gastrici e urinari, nausea, diarrea, senso di soffocamento, rossore, sudorazione eccessiva, tremito e spossatezza. Con la <strong>paura</strong> si sta male e si desidera solo fuggire. Scappare, d&#8217;altra parte, è una strategia di emergenza. La tendenza ad evitare tutte le situazioni o condizioni che possono essere associate alla <strong>paura</strong>, sebbene riduca sul momento gli effetti della <strong>fobia</strong>, in realtà costituisce una micidiale trappola: ogni evitamento, infatti, conferma la pericolosità della situazione evitata e prepara l&#8217;evitamento successivo.</p>
<p>La <strong>paura</strong> si distingue dall&#8217;ansia, in quanto quest&#8217;ultima è definita come il senso di apprensione che si prova nel prevedere un certo problema, mentre la <strong>paura</strong> è una reazione a un pericolo immediato. Si deve sottolineare questo dato di &#8220;immediatezza&#8221; tipico della <strong>paura</strong>, in contrasto con l&#8217;aspetto della &#8220;previsione&#8221; che caratterizza l&#8217;ansia &#8211; ovvero la <strong>paura</strong> riguarda tendenzialmente una minaccia presente, mentre l&#8217;ansia tende a riguardare una minaccia futura.
</p>
<p>Tale spirale di progressivi evitamenti produce l&#8217;incremento, non solo della sfiducia nelle proprie risorse, ma anche della <strong>reazione fobica</strong> della persona, al punto da interferire significativamente con la normale routine dell&#8217;individuo, con il funzionamento lavorativo o scolastico oppure con le attività o le relazioni sociali. Il disagio diviene così sempre più limitante. Chi ha la fobia dell&#8217;aereo può trovarsi, ad esempio, a rinunciare a molte trasferte, e la cosa diventa imbarazzante se è necessario spostarsi per lavoro. Chi ha fobie come la <strong>paura degli aghi e delle siringhe</strong> può rinunciare a controlli medici necessari o privarsi dell&#8217;esperienza di una gravidanza.</p>
<h2>Tipi di fobie</h2>
<p>Quando si parla di <strong>fobie</strong> ci si riferisce in genere a: <strong>fobia dei cani</strong>, <strong>fobia dei gatti</strong>, <strong>fobia dei ragni</strong>, <strong>fobia degli spazi chiusi</strong>, <strong>fobia degli insetti</strong>, <strong>fobia dell&#8217;aereo</strong>, <strong>fobia del sangue</strong>, <strong>fobia delle iniezioni</strong>, ecc.</p>
<p>Più precisamente, esistono le <strong>fobie generalizzate</strong> (agorafobia e <a href="http://www.robertokarra.it/psicologo-psicoterapeuta/patologie/fobia-sociale/">fobia sociale</a>), fortemente invalidanti, e le comuni <strong>fobie specifiche</strong>, generalmente ben gestite dai soggetti evitando gli stimoli temuti, che si classificano così:</p>
<ul>
<li><strong>Tipo animali</strong>. Fobia dei ragni (aracnofobia), fobia degli uccelli o fobia dei piccioni (ornitofobia), fobia degli insetti, fobia dei cani (cinofobia), fobia dei gatti (ailurofobia), fobia dei topi, ecc.</li>
<li><strong>Tipo ambiente naturale</strong>. Fobia dei temporali (brontofobia), fobia delle altezze (acrofobia), fobia del buio (scotofobia), fobia dell&#8217;acqua (idrofobia), ecc.</li>
<li><strong>Tipo sangue-iniezioni-ferite</strong>. Fobia del sangue (emofobia), fobia degli aghi, fobia delle siringhe, ecc.. In generale, se la paura viene provocata dalla vista di sangue o di una ferita o dal ricevere un&#8217;iniezione o altre procedure mediche invasive.</li>
<li><strong>Tipo situazionale</strong>. Nei casi in cui la paura è provocata da una situazione specifica, come trasporti pubblici, tunnel, ponti, ascensori, volare (aviofobia), guidare, oppure luoghi chiusi (claustrofobia o agorafobia).</li>
<li><strong>Altro tipo</strong>. Nel caso in cui la paura è scatenata da altri stimoli come: il timore o l&#8217;evitamento di situazioni che potrebbero portare a soffocare o contrarre una malattia (vedi anche <a href="http://www.robertokarra.it/psicologo-psicoterapeuta/patologie/disturbo-ossessivo-compulsivo/">disturbo ossessivo-compulsivo</a> e <a href="http://www.robertokarra.it/psicologo-psicoterapeuta/patologie/ipocondria/">ipocondria</a>), ecc. Una forma particolare di fobia riguarda il proprio corpo o una parte di esso, che la persona vede come orrende, inguardabili, ripugnanti (dismorfofobia).</li>
</ul>
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		<title>Perchè gli attacchi di panico tendono a cronicizzarsi?</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Sep 2014 17:10:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nessuna Categoria]]></category>
		<category><![CDATA[attacchi di panico]]></category>
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		<category><![CDATA[paura]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<a href="http://www.robertokarra.it/psicologo-psicoterapeuta/wp-content/uploads/2014/09/persistenza-attacchi-di-panico.jpg"><img decoding="async" src="http://www.robertokarra.it/psicologo-psicoterapeuta/wp-content/uploads/2014/09/persistenza-attacchi-di-panico-300x289.jpg" alt="L’evitamento è la causa più importante della persistenza degli attacchi di panico" width="330" class="alignleft size-medium wp-image-1575" srcset="https://www.robertokarra.it/psicologo-psicoterapeuta/wp-content/uploads/2014/09/persistenza-attacchi-di-panico-300x289.jpg 300w, https://www.robertokarra.it/psicologo-psicoterapeuta/wp-content/uploads/2014/09/persistenza-attacchi-di-panico.jpg 447w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Spesso è comprensibile che la persona colpita da un esperienza cosi drammatica e paurosa inizi ad associare e, di conseguenza, ad evitare la situazione o il luogo in cui l’attacco di panico si è presentato. Ad esempio la persona cercherà di evitare le file al supermercato poiché ha associato l’attacco di panico e l&#8217;ansia a questa situazione. In realtà l’evitamento, che può apparire una risposta adattiva e comprensibile nell’immediato, rappresenta la causa più importante della cronicizzazione degli attacchi di panico.</p>
<p>Quasi tutte le persone che hanno avuto un attacco di panico mettono in atto evitamenti e più questi diventano generalizzati, ovvero si estendono a più situazioni rispetto a quella in qui l’attacco di panico si è manifestato, tanto più complesso, in termini di tempo e impegno, sarà la cura. In genere le situazioni maggiormente evitate sono i posti affollati, gli spazi aperti, gli spazi chiusi, i mezzi pubblici e, in generale, i luoghi lontani da casa o dove comunque è difficile chiedere aiuto in caso di attacco di panico.</p>
<p> L’evitamento come risposta all’ansia e alla paura di poter avere un attacco di panico è fondamentalmente spiegato da tre motivi:</p>
<ul>
<li>La persona ha associato gli attacchi di panico alla situazione, è convinta che esista una causa diretta tra situazione e attacchi di panico. Ritornando al nostro esempio, la persona può avere una convinzione del genere “ ogni volta che mi trovo a fare la fila ho un attacco di panico o comunque rischio di averlo: mi conviene evitare le file!”</li>
<li>La persona evita una particolare situazione per paura del giudizio sociale (ostracismo, vergogna, imbarazzo) in caso di attacco di panico. Ad. Esempio, se teme di urinare durante un attacco di panico, evita le situazioni dove gli altri potrebbero accorgersene.</li>
<li>La persona evita le situazioni dove avere un attacco di panico è considerato troppo pericoloso o fatale. Questo evitamento è comune in chi ha paura degli attacchi di panico alla guida poiché teme che un possibile attacco possa rappresentare un grave pericolo per la propria vita e quella degli altri.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Queste considerazioni ci spiegano come in realtà l’agorafobia sia una reazione di evitamento dovuta alla paura di poter avere un attacco di panico. In questi termini possiamo parlare di paura primaria, ovvero la paura degli attacchi di panico, e di paura secondaria che comporta la messa in atto di comportamenti di evitamento per le situazioni e/o i luoghi che la persona reputa pericolosi o imbarazzanti in caso di attacco di panico. In questo senso l’agorafobia, qualsiasi sia la situazione evitata, è una paura secondaria poiché è innescata dalla paura primaria, ovvero l’attacco di panico.</p>
<p>Per chiarire meglio il concetto possiamo riprendere l’esempio dell’attacco di panico al supermercato: la paura primaria della persona è rappresentata dall’ansia di poter avere un attacco di panico, questa paura mette in atto il comportamento di evitamento ( evito le file, i supermercati etc.) che vanno a costituire la paura secondaria. In termini pratici la paura primaria, ovvero dell’attacco di panico, si manifesta con la paura di poter avere un infarto, impazzire, perdere il controllo, svenire, urinare o defecare in pubblico etc., mentre la paura secondaria può variare da persona a persona in base a ciò che crede sulla natura, le cause e le conseguenze dell’attacco di panico.</p>
<p style="text-align: justify;">La differenza tra paura primaria e secondaria e molto importante in relazione alla cura degli attacchi di panico. Quasi tutte le persone che soffrono di attacchi di panico imparano presto a identificare e ad evitare tutte le situazioni in cui è più facile avere un attacco di panico, allo stesso modo riconoscono subito le situazioni in cui è più difficile poter chiedere aiuto o sottrarsi allo sguardo degli altri per evitare la vergogna, l’umiliazione ed il disagio.</p>
<p>Gli attacchi di panico sono particolarmente temuti in situazioni dove in caso di panico non si può avere un aiuto immediato ( o comunque così crede la persona), è il caso della paura di volare, dei treni, degli autobus, degli ascensori, dell’auto, di viaggiare, ma anche delle file, dei luoghi che non si conoscono, del traffico, di rimanere soli in casa e tante altre situazioni. Ma quali sono gli effetti dell’evitamento in relazione alla cronicizzazione degli attacchi di panico? Fondamentalmente l’evitamento ha due importanti conseguenze ai fini del mantenimento degli attacchi di panico, in primo luogo l’evitamento produce, solo nell’immediato, una riduzione dell’ansia ed è quindi rinforzato, in secondo luogo, ed è l’effetto più importante, l’evitamento impedisce di smentire l’ipotesi catastrofica che la crisi di panico possa avere conseguenze funeste come l’impazzimento, la perdita di controllo o l’infarto; in sostanza alla persona vengono a mancare le controprove circa la vera natura del panico come risposta abnorme all’ansia che, fondamentalmente, è innocua.</p>
<p style="text-align: justify;">Ritornando al nostro solito esempio possiamo immaginare che la persona che eviterà le file non avrà mai, finché evita, la possibilità di smentire la pericolosità della situazione, ed anzi generalizzerà l’evitamento ad un numero sempre più vasto di situazioni finché la propria liberta non sarà gravemente compromessa. Oltre agli evitamenti situazionali esistono altre forme di evitamento, meno marcate ma altrettanto efficaci nel mantenere gli attacchi di panico, come la distrazione, immaginare di essere in un altro posto, rimanere in compagnia, chiedere rassicurazioni etc.</p>
<p>Uno dei motivi per cui gli attacchi di panico si cronicizzano e le persone non riescono a guarire da soli è rappresentato dalla generalizzazione dell’evitamento, ovvero la persona inizia ad evitare luoghi e situazioni dove anche se non ha mai avuto un attacco di panico teme di poterlo avere.</p>
<p> Spesso le persone mettono in atto un evitamento così massiccio e generalizzato tanto da non uscire più di casa per paura degli attacchi di panico. La cura degli attacchi di panico, come vedremo, comporta la rottura di questo legame di condizionamento tra la situazione e l’attacco di panico focalizzandosi piuttosto sul legame che lega l’ansia alle sensazioni fisiologiche e quindi alle interpretazioni catastrofiche e al panico.</p>
<p style="text-align: justify;">Una buona psicoterapia permette di agire sia sulla sintomatologia , sia sulle cause che generano tale disagio; si deve lavorare , oltrecchè sui sintomi, sul senso che ha la sintomatologia del panico nella storia personale di ogni individuo, sulla consapevolezza emotiva, sul passaggio emotivo da un registro del concreto ad uno del simbolico.</p>
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		<title>La Fobia Sociale</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Sep 2014 16:28:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Patologie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Fobia Sociale è un disturbo d’ansia caratterizzato da ansia significativa indotta dall’esposizione a determinate situazioni interpersonali o di prestazione <span class="ellipsis">&#8230;</span> <span class="more-link-wrap"><a href="https://www.robertokarra.it/psicologo-psicoterapeuta/patologie/fobia-sociale/" class="more-link"><span>Continue Reading &#8594;</span></a></span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.robertokarra.it/psicologo-psicoterapeuta/wp-content/uploads/2014/09/la-fobia-sociale.jpg"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-707 size-medium" title="La fobia sociale" src="http://www.robertokarra.it/psicologo-psicoterapeuta/wp-content/uploads/2014/09/la-fobia-sociale-300x300.jpg" alt="La Fobia Sociale è un disturbo d'ansia caratterizzato da ansia indotta da situazioni interpersonali" width="300" height="300" srcset="https://www.robertokarra.it/psicologo-psicoterapeuta/wp-content/uploads/2014/09/la-fobia-sociale-300x300.jpg 300w, https://www.robertokarra.it/psicologo-psicoterapeuta/wp-content/uploads/2014/09/la-fobia-sociale-150x150.jpg 150w, https://www.robertokarra.it/psicologo-psicoterapeuta/wp-content/uploads/2014/09/la-fobia-sociale.jpg 500w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>La <strong>Fobia Sociale</strong> è un <strong>disturbo d’ansia</strong> caratterizzato da ansia significativa indotta dall’esposizione a determinate situazioni interpersonali o di prestazione in pubblico, spesso associata ad evitamenti sistematici e frequenti di tali contesti. Gli esseri umani sono animali sociali e la loro capacità di <strong>interagire piacevolmente</strong> <strong>con altri individui</strong> è di grande rilevanza in molte funzioni importanti dell’esistenza, comprese la famiglia, la formazione, il lavoro, lo svago, il corteggiamento e i rapporti sentimentali. Anche se una certa agitazione ed apprensione in situazioni sociali è del tutto comune, le persone con Fobia Sociale presentano così tanto ansia che evitano la maggior parte delle situazioni sociali o vi si espongono con grande sofferenza.</p>
<p style="text-align: justify;">La caratteristica principale è la <strong>paura di essere criticati dagli altri durante azioni o compiti di vario genere, soggetti alla valutazione di altre persone</strong>. Due aspetti cruciali alla base di questo timore sono il <strong>forte desiderio di dare una buona impressione agli altri e contemporaneamente una forte incertezza rispetto al raggiungimento di questo scopo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Alcune forme di Fobia Sociale sono legate a specifiche situazioni di prestazione, per cui la persona presenta ansia solo quando deve effettuare un’attività particolare in pubblico. La stessa attività eseguita da solo non produce disagio. Un tipo più grave di fobia sociale è caratterizzato da ansia estrema nella maggior parte delle situazioni interpersonali o pubbliche. In entrambe le forme del disturbo, ad ogni modo, l’ansia deriva dall’aspettativa che se le proprie prestazioni risulteranno inadeguate o insoddisfacenti ci si sentirà umiliati e imbarazzati. Il comportamento di evitamento, dunque, ha proprio il fine di sottrarsi a tali esperienze vissute negativamente.</p>
<p><strong>I sintomi della fobia sociale</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Le persone con Fobia Sociale presentano <strong>allarme e disagio</strong> in situazioni le più disparate: parlare in pubblico; effettuare delle attività sotto lo sguardo altrui come, ad esempio, leggere in chiesa o suonare uno strumento musicale; mangiare insieme ad altre persone; firmare un documento davanti a degli osservatori; utilizzare un bagno pubblico, conoscere nuove persone, esprimere la propria opinione in gruppo, prendere la parola in una riunione.</p>
<p style="text-align: justify;">Le persone con Fobia Sociale <strong>temono che le loro prestazioni o azioni appariranno agli occhi degli altri inadeguate e/o ridicole.</strong> Si preoccupano spesso che la loro ansia sarà evidente per il fatto che gli potrebbe capitare di sudare, arrossire, vomitare a causa della tensione, tremare o parlare con voce flebile e incerta e che tutti si accorgeranno di ciò e li osserveranno e giudicheranno. Paventano di poter perdere il filo del discorso e non ricordare più nulla di ciò che avevano da dire o che non riusciranno a trovare le parole per esprimersi.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono presenti inoltre, in modo più o meno marcato, l’<strong>evitamento</strong> di situazioni, comportamenti, luoghi, contesti, persone che possono elicitare le situazioni temute. Le persone con Fobia Sociale cercano inoltre di mettere in atto tutta una serie di <strong>tentativi di minimizzare e/o nascondere il proprio disagio e la propria ansia</strong>, al fine di non apparire inadeguati (riuscendoci peraltro spesso solo parzialmente o per niente). La Fobia Sociale comporta <strong>ansia e disagio stabili.</strong> In particolare un ansia anticipatoria elevata nel caso ci sia un evento temuto imminente rispetto al quale si teme di fare “una figuraccia” (esami, riunioni importante, appuntamenti, ecc.) o forte ansia e disagio nel caso che dalla situazione sia impossibile sottrarsi. Evitare alcune situazioni temute può dare conseguenze negative in ambito sia lavorativo che sociale. Inoltre le persone con Fobia Sociale possono avere difficoltà ad instaurare nuove conoscenze sia intime che più superficiali e difficoltà nelle situazioni di gruppo. Tutto ciò può causare <strong>isolamento</strong> e conseguente <strong>rabbia</strong> e <strong>depressione secondaria</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le cause della Fobia Sociale</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Alcune persone sono timide per temperamento e mostrano propensione alla vergogna molto precocemente da bambini ,mentre altre possono vivere le prime esperienze di ansia sociale durante la pubertà. Spesso i contesti nei quali si vivono le prime esperienze di ansia sociale sono la scuola e altri contesti aggregativi strutturati (ambiente sportivo, oratorio, ecc.) o più informali (gruppo di pari, comitive, ecc.), contesti nei quali ci si sente sottoposti alla valutazione degli adulti significativi e/o dei pari.</p>
<p style="text-align: justify;">A partire quindi dal proprio temperamento, da questi episodi di ansia, dalle “figuracce” vissute, può innescarsi un timore più ampio di varie situazioni sociali e un evitamento progressivo delle situazioni temute, che possono portare poi allo sviluppo di una più strutturata e più o meno generalizzata fobia sociale.</p>
<p style="text-align: justify;">
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