Il disturbo ossessivo-compulsivo; un’ipotesi gruppoanalitica

disturbo ossessivo compulsivoL’investigazione gruppoanalitica su questo quadro psicopatologico è ancora all’inizio, ma permette di approfondire sia dal punto di vista teorico sia da quello psicopatologico importanti aspetti. La ricerca si è concentrata sugli aspetti relativi alla rete nel senso che l’individuo rappresenta il punto nodale di una rete di appartenenza che è interiorizzata ed è soggetta ad aspetti sia topici sia consci e inconsci sia economici; non è quindi più possibile continuare a considerare l’individuo e la patologia come un effetto soltanto intrapsichico ma come il risultato di una rete.

La rete del paziente ossessivo-compulsivo è quasi sempre rigida così come la sua famiglia in cui si riscontrano precetti morali, religiosi severi e in cui le regole vengono rispettate in quanto tali e non per il loro significato intrinseco. Non è infrequente trovare nella famiglia di questo paziente altri membri portatori dello stesso disturbo come il padre o la madre. In merito a quest’ultima, ad un’analisi più profonda, è possibile riscontrare un suo fallimento nell’instaurare un rapporto positivo con l’immagine paterna. Da qui l’affermazione di alcuni analisti che il paziente ossessivo-compulsivo è il figlio prediletto di una madre insoddisfatta.

E’ degno di nota il fatto che all’interno della rete familiare vi sia una rigidità nell’affrontare coppie di opposti derivanti da un certo numero di importanti dicotomie come attività-passività, amore-odio, onnipotenza-impotenza. Tali polarità sono generalmente sperimentate come esclusive o più o meno totali. Oggi è possibile riconoscere che la soluzione e la padronanza sostanziale di tali conflitti sono compiti cruciali nello sviluppo. La soluzione del conflitto amore-odio, la tolleranza dell’ambivalenza è uno dei compiti cruciali dello sviluppo implicato nella realizzazione di una sana differenziazione tra sé e l’oggetto e di identificazioni.

L’individuo che può mantenere un rapporto oggettuale reale di fronte a sentimenti negativi in conflitti deve aver acquisito la capacità a tollerare sentimenti simultanei di amore e odio verso lo stesso oggetto. I sintomi del paziente ossessivo-compulsivo riflettono le sue difficoltà nel risolvere questi conflitti e l’ossessione può essere inquadrata come una formazione reattiva ad una ambivalenza della rete familiare, inoltre con il rituale egli soddisfa pensiero e azione e nello stesso tempo anche il senso di colpa perché così facendo si autopunisce.

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