Curare la depressione con la psicoterapia

La depressione oggi rappresenta il disturbo psicologico più diffuso nel mondo La Depressione è una patologia caratterizzata da un insieme di sintomi che alterano il funzionamento vitale della persona che ne soffre, compromettendo la sua vita emotiva, affettiva e sociale.

I sintomi investono l’umore che subisce una forte riduzione del tono; nella sfera intellettiva, infatti, si ha un’inibizione ideativo-verbale e in quella fisica si verifica un rallentamento motorio.

Ciò che caratterizza il disturbo depressivo dal punto di vista fenomenologico è un sentimento generale di stanchezza di vivere, un “mal d’essere” che investe la persona e ogni aspetto della sua esistenza, inficiando la vita lavorativa, sentimentale e socio-relazionale. Quello che prima destava interesse e piacere appare privo di senso, i pensieri negativi diventano pervasivi e persistenti. Questo vissuto è quasi sempre accompagnato dal senso di colpa e dalla convinzione di non valere nulla.

Secondo dati recenti dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) la Depressione continua ad essere il disturbo psicologico più diffuso nel mondo, e si stima addirittura che nel 2030 sarà la prima fonte di spesa per la Sanità Pubblica.

In Italia, soffrono di un disturbo depressivo circa 15 milioni di persone, ovvero il 25% della popolazione: le più colpite sono le donne e i soggetti tra i 14 ed i 44 anni d’età, ma i casi di depressione sono in aumento anche tra adolescenti e giovani adulti. L’enorme diffusione del fenomeno è tanto più preoccupante se si considera quanto esso possa compromettere severamente la qualità di vita dell’individuo: peggiorandone la salute, condizionandone negativamente le prestazioni lavorative, danneggiando le relazioni con coniuge e figli e ripercuotendosi sull’intero clima famigliare. Se dunque si considerano la vasta diffusione, la natura invalidante del disturbo della depressione e l’alta percentuale di casi che non arrivano all’attenzione del clinico (per paura, per vergogna, per ignoranza…) si comprende bene l’importanza di riconoscere il prima possibile i sintomi depressivi, al fine di intervenire il più precocemente possibile. A tale scopo, può essere utile sapere che un disturbo depressivo si manifesta con:

  1. Umore depresso per la maggior parte del giorno e quasi ogni giorno per un periodo di almeno due settimane
  2. Perdita di interesse e piacere per quasi o tutte le abituali attività
  3. Significativa perdita o aumento di peso (senza essere a dieta)
  4. Insonnia o tendenza eccessiva al sonno
  5. Agitazione o rallentamento psicomotorio
  6. Faticabilità o mancanza di energia
  7. Sentimenti di autosvalutazione o colpa
  8. Ridotta capacità di concentrazione e decisione
  9. Pensieri ricorrenti di morte

Chi riconoscesse di soffrire di cinque o più di questi sintomi (tra cui almeno uno relativo all’umore depresso o alla perdita di interesse e piacere) dovrebbe certamente rivolgersi ad uno specialista. Secondo le linee guida del Ministero della Salute, nelle forme depressive moderate e gravi, è indicato l’utilizzo di farmaci, opportunamente combinati con un percorso psicoterapeutico. E’ buona norma, inoltre, continuare ad assumere per almeno sei mesi i farmaci che si sono dimostrati efficaci nella riduzione dei sintomi acuti, allo scopo di scongiurare il rischio di una ricaduta.

Se i farmaci sono utili soprattutto nelle fasi acute del disturbo, il loro utilizzo presenta tuttavia dei limiti, legati agli effetti collaterali e al fatto che i pazienti spesso non li assumono volentieri (e quindi li eliminano non appena si sentono meglio); una volta interrotti, inoltre, non sembrano avere una significativa efficacia nel ridurre il rischio di ricaduta. Bisogna anche ricordare che solo circa il 50% dei pazienti risponde positivamente al trattamento farmacologico.

Alla luce di queste considerazioni, dunque, è sempre più importante considerare modalità terapeutiche che possano integrare o, talvolta, sostituire l’utilizzo dei farmaci nella cura del disturbo. Tra queste, bisogna senz’altro ricordare i due orientamenti psicoterapeutici la cui efficacia sulla depressione è stata supportata da studi controllati: la Psicoterapia Psicoanalitica e la Terapia Cognitivo Comportamentale. In particolare, la combinazione di farmaci e psicoterapia aumenta la probabilità di un esito positivo e ridurre le possibilità di ricaduta. I due trattamenti, infatti, si sono dimostrati in grado di agire su aspetti diversi del disturbo depressivo e di concorrere entrambi, ognuno grazie alle proprie peculiarità, alla risoluzione del malessere.

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